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Candidosi vulvovaginale (Candida)

L'infezione è solitamente causata da un microrganismo (fungo), la Candida Albicans, che può essere normalmente presente nel nostro organismo in maniera inoffensiva. Tuttavia in condizioni particolari (ad esempio dopo una terapia antibiotica o quando le difese immunitarie sono più deboli) si può riprodurre velocemente e provocare un'infiammazione.
Il sintomi tipici della candidasi vulvovaginale includono: perdite bianche e prurito a cui possono associarsi irritazione, bruciore, dolore a urinare e durante i rapporti sessuali.
La candida non è considerata un'infezione trasmessa per via sessuale, tuttavia in caso di infezioni ricorrenti il medico può decidere di proporre la terapia anche al partner.


Come si cura?
La terapia dipende dal tipo di infezione in atto.
In generale, la terapia maggiormente utilizzata prevede l'uso di farmaci ad uso esterno, come ovuli creme o lavande vaginali, in dose singola o con un trattamento da 1 a 6 giorni, oppure di farmaci in pillole per via orale in un'unica dose.
Nei casi invece più complicati, quando l'infezione è più grave ed è accompagnata da eritemi estesi ed escoriazioni, la terapia è di durata maggiore: 1-2 settimane con farmaci ad uso esterno e almeno 3 giorni se vengono prescritte pillole ad uso orale. In caso di infezioni ricorrenti (quando cioè la candida si presenta più di 4 volte in un anno) la terapia va ripetuta periodicamente per i 6 mesi successivi.

In caso di gravidanza?
L'infezione non si trasmette al bambino, ma è importante intraprendere la terapia anche durante la gravidanza. Molti dei farmaci ad uso topico esterno possono essere utilizzati anche in gravidanza, mentre sono controindicati gli antimicotici per via orale (in pillole).

(fonte: www.saperidoc.it)

 
 
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