Congedi parentali – FAQ


Questioni di carattere generale

Qual è la decorrenza della legge?

La legge è entrata in vigore il 28 marzo. Il riferimento alla data del 1° gennaio 2000 vale solo per le lavoratrici autonome.

Quali sono i rapporti tra la nuova legge e la disciplina legislativa previgente?

La legge detta nuove disposizioni, anche per tener conto della direttiva europea sui congedi parentali, e modifica parte di quelle preesistenti, anche per tener conto delle pronunce di illegittimità della Corte Costituzionale.

Quali sono i rapporti tra la nuova legge e la contrattazione collettiva in vigore?

Seguono questo principio: si applicano i trattamenti migliorativi della contrattazione, ma anche la parte innovativa e ulteriore della legge. Ovviamente, per ciascuna parte, alle condizioni ivi previste.

A chi si applica la nuova legge?

Nel lavoro subordinato, per la parte relativa ai congedi parentali in caso di nascita, vi possono ricorrere i genitori con figlie e figli entro gli 8 anni di età.
Ovviamente per essere genitore non occorre né la convivenza né il matrimonio.
Ma si applica anche alle adozioni e agli affidamenti. In questo secondo caso non si è nemmeno genitori.

Quale decorrenza ha la nuova disciplina del congedo parentale nei comparti della pubblica amministrazione? Occorre attendere determinazioni da parte di circolari o da parte dei contratti collettivi?

La normativa è di immediata applicabilità. Basta il rispetto del preavviso di 15 giorni.
Si devono rispettare i principi ispiratori della nuova legge, che non prevedono il superamento dei 6 mesi di copertura economica per la coppia di lavoratori subordinati, a meno che il reddito individuale non sia inferiore alla soglia.
Ne deriva che si continuano ad applicare le regole della contrattazione collettiva di comparto (sui permessi retribuiti) in quanto più favorevoli, alle condizioni ivi previste. Si applica poi la disciplina della nuova legge, sempre alle condizioni ivi previste.
Nel frattempo sono state contrattate nuove condizioni (vedi in Normativa – Contrattazione collettiva); queste ovviamente costituiscono la disciplina applicabile, che va a sua volta integrata, per la parte non espressamente regolata, dalla legge.

E’ diversa la disciplina tra settore privato e settore delle pubbliche amministrazioni?

Solo per la parte di maggior favore derivante dalle disposizioni della contrattazione collettiva.
La circolare esplicativa del dipartimento della funzione pubblica rinvia, per quanto non espressamente previsto, alle circolari dell’Inps in quanto frutto di un indirizzo concordato con le amministrazioni competenti.

Se i genitori sono entrambi dipendenti di pubblica amministrazione, il mese di congedo parentale retribuito si deve intendere un mese per ciascun genitore oppure un mese da dividere tra padre e madre?

Un mese da dividere tra madre e padre. E’ quanto prevede la circolare esplicativa del dipartimento della funzione pubblica e la contrattazione collettiva nei rinnovi dell’ultimo periodo.

Nel caso in cui al richiedente non si applichi la contrattazione di comparto e la disciplina di riferimento preveda 45 giorni all’anno di congedo straordinario (militari, guardie di finanza, …), quale è il trattamento applicabile?

E’ una questione non ancora definitivamente risolta. In effetti, applicare il congedo straordinario può essere considerato trattamento di maggior favore, in quanto durante l’assenza si continua a percepire l’intera retribuzione, ma potrebbe risultare trattamento peggiorativo se, nel corso dello stesso anno, il congedo straordinario fosse già stato integralmente utilizzato ad altro titolo.
Inoltre, non è ancora precisato se la copertura con il congedo straordinario si applica solo nel primo anno di vita del figlio o anche per ciascun anno fino ai primi tre.

Le adozioni internazionali sono comprese nella nuova disciplina?

Si, la disciplina dei congedi parentali si applica anche alle adozioni internazionali.
Per queste vi è solo una differenza, che dipende dalla disciplina previgente, non toccata da questa legge: i tre mesi di astensione obbligatoria successivi all’ingresso nella famiglia sono riconosciuti fino alla maggiore età dell’adottato.

Vi è differenza di trattamento tra affidamento pre-adottivo e affidamento temporaneo?

No!

La nuova disciplina si applica anche ai dirigenti?

Si!

Si ha diritto a trasformare il proprio rapporto di lavoro a tempo pieno in lavoro a tempo parziale?

No, non è previsto un diritto nella disciplina legislativa sul part-time. Si ha diritto alla precedenza, ma solo quando il datore di lavoro ha scelto di assumere un lavoratore a tempo parziale.
Migliori condizioni sono normalmente stabilite nella contrattazione collettiva.
Da notare che, tra i progetti che possono accedere a finanziamento (ma occorre attendere il decreto attuativo del Ministero del lavoro), vi sono quelli che prevedono il part-time reversibile.

Cosa significa genitore single (o unico genitore)?

Si ritiene che il genitore sia “unico” quando si verificano i seguenti casi: “morte di un genitore”, “abbandono del figlio da parte di uno dei genitori”, “affidamento del figlio a uno solo dei genitori risultante da un provvedimento formale”.

Se la madre e il padre fossero non sposati e no conviventi, alla madre spettano i 10 mesi di congedo parentale come unico genitore?

Solo se il figlio è affidato esclusivamente alla madre, sulla base di un provvedimento formale.

Se la madre è in congedo parentale e si ammala può chiedere di sospendere il congedo parentale?

Si, la madre, presentando la documentazione necessaria, può chiedere la trasformazione del titolo dell’assenza. L’Inps sta già applicando questa soluzione.

Congedo parentale

Il padre lavoratore con uno o più figli di età inferiore a 8 anni può chiedere il congedo parentale?

Il padre può chiedere da subito al suo datore di lavoro, privato o pubblico, di utilizzare la parte di congedo parentale cui ha diritto per ciascuna/o figlia/o.
Fino a quando, come prevede la legge, non verranno disciplinati dalla contrattazione collettiva criteri e modalità per la fruizione del congedo, basta solo il preavviso di 15 giorni.

Il datore di lavoro può opporre le esigenze aziendali alla concessione del congedo?

No, si possono individuare criteri e modalità, ma solo a seguito di contrattazione collettiva, non come decisione unilaterale del datore di lavoro.

I 15 giorni di preavviso sono da intendere come giorni di calendario o come giorni effettivamente lavorati?

La legge non lo precisa, ma è da ritenere che si tratti di giorni di calendario.

Se la madre ha già usufruito dei 6 mesi di astensione facoltativa nel corso del 1° anno di vita di un figlio, può assentarsi per altri ulteriori mesi?

Avendo già utilizzato i 6 mesi di astensione facoltativa, non ha diritto a ulteriori mesi di congedo parentale.
La nuova legge, per la madre lavoratrice subordinata, prevede un congedo parentale che sostituisce e assorbe la precedente astensione facoltativa dal lavoro. Solo la madre che nel frattempo è diventata single ha diritto a integrare l’assenza fino a 10 mesi (ha quindi diritto a ulteriori 4 mesi).
I dipendenti della pubblica amministrazione è opportuno controllino a quale titolo hanno eventualmente goduto di precedenti permessi: se per astensione facoltativa o per malattia del figlio.

Se la madre non ha usufruito, in tutto o in parte, dei 6 mesi di astensione facoltativa entro il 1° anno di vita del figlio (ad esempio: perché a quel tempo non era lavoratrice subordinata), può chiedere ora il congedo?

Si, purché il figlio non abbia già compiuto 8 anni.
Se il figlio ha meno di 3 anni, può ancora avere diritto, senza verifica del reddito, all’indennità del 30% erogata dall’Inps.
Se la lavoratrice è dipendente di pubblica amministrazione, deve controllare se nel suo contratto collettivo il beneficio del primo mese coperto integralmente è previsto solo nel corso del primo anno di vita del figlio. Se la disposizione contrattuale rinvia alla disciplina legislativa, questo significa che il beneficio può essere fruito entro i primi 3 anni di vita del figlio.
Ovviamente, questo si applica anche al padre lavoratore che chiede il congedo.

Può la madre utilizzare i 4 mesi di congedo parentale del padre, previa rinuncia di questi?

No. La legge ha attribuito un diritto originario al congedo parentale per la madre e per il padre, lavoratori subordinati. Questo significa che i mesi di congedo parentale residui possono essere goduti solo dal padre e non sono trasmissibili alla madre, che continua a poter godere al massimo di 6 mesi.

Se la madre, lavoratrice dipendente, ha già usufruito dei 6 mesi di astensione facoltativa, il padre, con un reddito superiore alla soglia di reddito individuale prevista dalla legge, ha diritto al congedo con indennità?

No! Il padre ha diritto ai mesi di congedo, ma non all’indennità, se la soglia di reddito è superiore a quella prevista dalla legge.
Questo vale anche per le pubbliche amministrazioni. Ne deriva che il padre, dipendente di pubblica amministrazione, se la madre ha fruito dei 6 mesi coperti dall’Inps, non può accedere al beneficio del primo mese coperto integralmente.

Se il bambino è nato da pochi mesi e la madre è lavoratrice dipendente di azienda privata, che intende fruire dei sei mesi di congedo parentale, il padre lavoratore dipendente di pubblica amministrazione può fruire dei suoi 5 mesi? E il primo mese è retribuito?

Il padre ha diritto fino a 5 mesi di congedo parentale, fino agli 8 anni di vita del figlio, ma senza copertura economica, a meno che il suo reddito non sia inferiore alla soglia indicata dalla legge. Se però la madre fruisse da subito di soli 5 mesi, conservandone 1 per dopo, il padre può fruire del mese con la copertura piena così come previsto dal contratto collettivo. La legge, infatti, prevede che la copertura fino a 6 mesi, a prescindere dal reddito, riguardi complessivamente i primi 6 mesi fruiti dalla coppia di lavoratori dipendenti.

Il padre lavoratore autonomo ha diritto al congedo?

No!

La madre lavoratrice autonoma ha diritto al congedo parentale solo se non svolge attività lavorativa?

E’ così. La madre lavoratrice autonoma per percepire l’indennità di congedo parentale per 3 mesi non deve svolgere attività lavorativa.

Se la madre è una lavoratrice autonoma o una collaboratrice occasionale, il padre ha diritto al congedo?

Si!

Il genitore ha diritto al congedo anche se il figlio non è convivente?

Si!

Da quando il padre ha diritto di utilizzare il congedo parentale? Da subito o devono trascorrere i 3 mesi previsti per la maternità obbligatoria, anche se la madre non ne usufruisce?

Il padre può utilizzare da subito il congedo. E non solo quando la madre non ne usufruisce, ma anche quando ne usufruisca.

Il congedo parentale può essere utilizzato contemporaneamente dalla coppia di lavoratori subordinati?

Si! Ed è possibile che il padre utilizzi il congedo e la madre i riposi orari giornalieri, ma attenzione, l’inverso non è previsto.

Quando la coppia di lavoratori subordinati può godere di un congedo che supera i 10 mesi e arriva a 11?

Quando il padre ha utilizzato almeno 3 mesi di congedo, anche non continuativamente.

Il padre può arrivare a 7 mesi? E la madre?

Il padre si, la madre no (al massimo 6 mesi).

Per arrivare agli 11 mesi, il padre lavoratore subordinato deve utilizzarne 7?

No. La coppia sceglie come ripartire il periodo (ad esempio, 6 mesi per la madre e 5 per il padre, 7 mesi per il padre e 4 per la madre).

Il datore di lavoro può rifiutare di concedere il periodo di congedo parentale richiesto con regolare preavviso?

No. Finché non interverrà la contrattazione collettiva, come indicato nella legge, per regolare criteri e modalità di utilizzazione del congedo, basta la richiesta.

Può il datore di lavoro negare un congedo parentale, laddove la richiesta non sia stata consegnata entro i 15 gg. previsti?

Si, a meno che non si possa provare una oggettiva impossibilità.

Come si calcola il periodo di congedo parentale?

Il periodo può essere utilizzato anche frazionatamente. La legge non indica un periodo minimo, ma tra un periodo e l’altro di congedo vi deve essere ripresa lavorativa.
I giorni non lavorativi e festivi (sabato – domenica) compresi nel periodo di congedo, vengono computati nel calcolo dell’assenza.

Se viene richiesto un congedo per un periodo che va da lunedì a venerdì, con il sabato non lavorativo, quanti sono i giorni di congedo?

Si calcolano tutti i giorni fino al rientro al lavoro.

Si può usufruire di un congedo parentale frazionato intervallando le giornate di congedo (da lunedi a giovedi) con giornate di ferie (venerdi) evitando il computo del sabato e della domenica?

No, occorre il rientro al lavoro.

Si può chiedere un giorno di congedo la settimana?

Si, è meglio concordare con il datore di lavoro se il preavviso va dato settimana per settimana oppure una sola volta per un congruo periodo di tempo.

Durante il congedo parentale (ex astensione facoltativa) maturano i giorni di ferie?

No.

Nel corso del primo anno di vita del figlio, si può godere di periodi di congedo parentale e, al rientro al lavoro, dei riposi giornalieri?

Si!

In caso di adozione (non internazionale), se la bambina ha più di 6 anni, si ha diritto ai tre mesi corrispondenti all’astensione obbligatoria e al congedo parentale?

Non si ha diritto ai 3 mesi, ma al congedo parentale si, entro i primi tre anni dall’ingresso nel nucleo familiare.

Come si presenta la domanda all’INPS?

La Circolare Inps n. 109/2000 precisa la documentazione che va allegata alla domanda, in attesa della revisione della modulistica.

Per il personale a tempo determinato, il periodo di congedo parentale come è retribuito?

Con l’indennità del 30%.
Nelle pubbliche amministrazioni, dipende dal contratto collettivo l’eventuale estensione del trattamento di maggior favore della copertura integrale del primo mese di congedo.

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