Congedi parentali – FAQ


Congedo per la malattia dei figli

E’ un diritto del padre lavoratore subordinato anche se la madre non ne ha diritto?

Si!

Può il padre fruirne durante il congedo parentale della madre?

La disciplina legislativa chiede che il padre e la madre non siano assenti dal lavoro per lo stesso motivo di cura della malattia del figlio. Quindi, il padre lavoratore può chiedere il congedo per la cura della malattia del figlio durante il congedo parentale della madre.

Se il genitore è single ha diritto a 10 giorni annui?

No, la disciplina legislativa non lo prevede.

Se il padre è un lavoratore autonomo, la madre, lavoratrice dipendente, può usufruire oltre che dei suoi 5 giorni annui per la malattia del figlio di età superiore a 3 anni, anche di quelli del marito?

No, non è possibile. Ciascuno dei genitori ha diritto, individualmente, a 5 giorni annui.

Avendo due bambini di età compresa tra i 4 e gli 8 anni, si intendono 5 giorni di congedo lavorativo annuale per bambino o complessive?

I cinque giorni annui spettano a ciascun genitore per ciascuna/o figlia/o.

Se due gemelli si ammalano contemporaneamente?

Se la coppia è composta da lavoratori dipendenti, entrambi possono chiedere il congedo, dichiarando il diverso motivo (la malattia dell’una/o e la malattia dell’altra/o) dell’assenza.

Il congedo per la malattia dei figli è coperto economicamente?

No, la disciplina legislativa non prevede copertura economica, ma solo previdenziale.

Per chi lavora nelle pubbliche amministrazioni, cambiano le regole?

No. Fino a quando non sarà contrattata una diversa disciplina, nei comparti dove si ha diritto alla retribuzione per un mese all’anno per le malattie dei figli nel 2° e 3° anno di età, questo diritto rimane. Inoltre, nei primi tre anni di vita, il congedo non retribuito copre gli ulteriori periodi di malattia.
Una volta terminato il periodo coperto da questa disciplina, subentra quella della legge: 5 giorni non retribuiti per anno.

Nei comparti delle pubbliche amministrazioni, i 30 giorni retribuiti vanno intesi per anno solare o per anno di vita del figlio?

Vanno riferiti all’età del figlio, non per anno solare.

Il congedo per la malattia del figlio con meno di 3 anni ha limiti di tempo?
La malattia deve essere in fase acuta? Deve essere grave?

No. La malattia non deve essere nella fase acuta, né essere grave. Non ci sono limiti di durata fino ai 3 anni.

Chi si assenta deve rispettare le fasce di reperibilità?

Chi si assenta non è tenuto ad essere reperibile nelle fasce orarie, che sono destinate al controllo della malattia del lavoratore.

Per la coppia di lavoratori subordinati, è un diritto utilizzabile anche contemporaneamente?

No. L’altro genitore non deve usufruire del congedo nello stesso periodo per lo stesso motivo.

Se una bambina appena nata è ricoverata in ospedale, la madre è casalinga e in buona salute, il padre lavoratore dipendente può chiedere di usufruire del congedo di paternità?

No, ma può utilizzare da subito il congedo parentale.

Non è troppo poco consentire 5 giorni annui a genitore per la malattia dei figli di età compresa tra i 3 e gli 8 anni?

E’ un miglioramento apportato da questa legge. In precedenza ci si fermava ai 3 anni di vita dei figli. Inoltre, in quello stesso periodo, potrebbe essere ancora utilizzato un eventuale periodo residuo (e conservato) di congedo parentale.

I 5 giorni all’anno si devono intendere per anno solare o per anno di vita?

Si riferiscono all’anno di vita del figlio.

Congedo per gravi motivi di famiglia

Si può già chiedere questo congedo?

La legge, è diventata operativa definitivamente, a seguito dell’emazione del decreto attuativo.

Per ottenere i permessi per decesso di familiari è necessaria la convivenza?

Dipende! Se si tratta di familiari entro il secondo grado o di coniuge, non è richiesta la convivenza.
Negli altri casi, si.

Come si calcola il secondo grado di parentela?

Si parte dal soggetto richiedente e ci si sposta di due livelli. Quindi: fino a nonne/i-nipoti e fino a sorelle/fratelli del richiedente.

Sono considerati gli affini?

Per la parte relativa ai tre giorni annui di permesso retribuito, sono esclusi se non sono conviventi e quindi non risultano dalla certificazione anagrafica.
Per la parte relativa ai congedi per gravi motivi di famiglia, sono compresi.

Cosa si intende per casi consentiti, laddove nel regolamento si parla di autocertificazione della documentazione da presentare in caso di permessi per decesso?

In linea generale è sempre possibile l’autocertificazione, tranne nei casi in cui il decesso avvenga all’estero.

Come si coordina la disciplina legislativa con quella contrattuale per la parte relativa ai permessi per decesso di familiari?

Non è previsto il cumulo. Si applica la disciplina di maggior favore. Ad esempio, la disposizione della contrattazione collettiva di comparto è in genere più favorevole, perché prevede il diritto a 3 giorni di permesso per ogni decesso.
Non sempre però è facile confrontare la disciplina legislativa con quella contrattuale, quando sono diversi i familiari considerati. E’ da auspicare un chiarimento nella contrattazione collettiva, anche aziendale.

Per quanto riguarda il congedo retribuito introdotto dalla finanziaria per il 2001, se entrambi i genitori lavorano e hanno due figlie disabili gravi, la madre può fruire del nuovo congedo e il padre, per l’altra figlia, continuare a fruire dei giorni di permesso?

Si. Per quanto riguarda il congedo retribuito per una figlia occorre solo che siano trascorsi almeno 5 anni dall’accertamento della grave disabilità.

E se il genitore richiedente avesse già fruito di congedo per gravi motivi di famiglia?

Se avesse fruito di congedo per gravi motivi di famiglia ai sensi dell’articolo 4 della legge n. 53 del 2000, ha diritto come congedo retribuito per l’assistenza di figlio disabile grave solo al periodo residuo rimanente.
Il congedo per gravi motivi di famiglia previsto dall’articolo 4 della legge, infatti, è al massimo di 2 anni nell’arco dell’intera vita lavorativa del richiedente.
Per raggiungere i 2 anni di congedo retribuito per il figlio disabile può subentrare l’altro genitore.

Permessi per disabili

Chi è stato riconosciuto invalido civile è anche disabile grave?

Occorre che la dichiarazione della grave disabilità provenga dalla commissione prevista dall’articolo 4 della legge n. 102 del 1994.

I genitori di una bambina minore portatrice di handicap grave hanno diritto entrambi a usufruire dei 3 giorni di permesso mensile?

Hanno diritto entrambi al permesso, ma senza cumulo dei 3 giorni.
Ne possono godere quindi alternativamente o parzialmente (2 giorni l’uno, 1 giorno l’altra)

La nuova legge comporta la soppressione del diritto al prolungamento fino a 3 anni dell’astensione facoltativa?

No! La circolare INPS di prossima emanazione determinerà le modalità grazie alle quali si mantiene questa disciplina speciale più favorevole, consentendo però a entrambi i genitori, anche contemporaneamente, di fruire del congedo parentale ‘ordinario’.

La disposizione sulla contribuzione figurativa dei 3 giorni mensili di permesso ha rilevanza nei comparti delle Pubbliche Amministrazioni?

No, detta una disciplina che vale solo per i settori del lavoro privato.

E’ possibile cumulare i permessi per disabili nei mesi successivi nel caso in cui non vengano usufruiti nel mese in corso?

No, non è possibile (così ad esempio la circolare INPDAP, in Normativa).

Congedo formativo

Può una dipendente privata usufruire di un congedo per completare la propria formazione in un settore che non è attinente a quello dell’azienda per la quale lavora?

Si. Ha diritto al congedo di formazione, ma solo dopo aver maturato 5 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro. Il congedo – della durata massima di 11 mesi nell’arco dell’intera vita lavorativa, da utilizzare anche frazionatamente – non dà diritto a retribuzione.

La disposizione è applicabile anche in assenza di determinazioni da parte della contrattazione collettiva, cui è demandata la definizione delle modalità di concessione?

Si, la disposizione è immediatamente applicabile. Anche nella parte relativa al congedo parentale la disposizione legislativa rinvia alla contrattazione collettiva la determinazione delle modalità, ma non si dubita sul diritto del genitore al congedo parentale.

Cosa si deve intendere per ‘comprovati motivi organizzativi’ che possono consentire al datore di lavoro di rifiutare o far posticipare nel tempo il congedo formativo?

La disciplina legislativa non si occupa di questo aspetto, lasciando spazio alla contrattazione collettiva. La disposizione si limita a richiedere non solo l’esistenza dei motivi, ma la loro allegazione.

Il lavoratore deve dichiarare quale sarà l’impegno formativo per cui chiede il congedo?

Si, il lavoratore deve dichiararlo. La struttura può anche essere privata.

Parto prematuro

Qual è la disciplina per i parti prematuri anteriori all’entrata in vigore di questa legge?

Poiché la Corte Costituzionale, già nel luglio del 1999, aveva riconosciuto l’incostituzionalità delle disposizioni della disciplina precedente che non consentivano di aggiungere dopo il parto i periodi non goduti prima, si deve fare riferimento a quanto regolato dalle circolari emanate dall’Inps (n. 231 del dicembre 1999 e n. 45 del febbraio 2000).

Come si effettua il calcolo?

Per semplificare, basta considerare che è come se si continuasse a prendere a riferimento la data presunta e non quella effettiva.

Flessibilità del congedo di maternità

E’ possibile chiedere da subito di utilizzare il diritto a spostare un mese di astensione obbligatoria dopo la nascita del figlio?

Si, presentando le certificazioni richieste, che attestino l’assenza di rischi alla salute e alla sicurezza.
Il Ministero del lavoro emanerà in tempi brevi il decreto previsto dalla legge sulla tipologia dei lavori esclusi da tale flessibilità, a prescindere dalle condizioni di salute della gestante. Nel frattempo è stata emanata una circolare che detta le condizioni per l’esercizio dell’opzione.

Si può chiedere la flessibilità del congedo, trovandosi in astensione anticipata?

No. L’astensione anticipata è concessa proprio perché ci sono complicanze della gestazione o impossibilità di assegnare la lavoratrice a mansioni non pregiudizievoli.

Se la lavoratrice che ha ottenuto il differimento del collocamento obbligatorio fino alla fine dell’ottavo mese di gravidanza si ammala (influenza) per cinque giorni, che succede?

Al termine della malattia può rientrare al lavoro e i giorni di malattia vengono calcolati come giorni di congedo di maternità, per cui dopo la nascita quei giorni non verranno calcolati come congedo ancora da fruire.

Flessibilità dell’orario

Dato che la legge prevede la flessibilità di orario, il datore di lavoro privato ha l’obbligo di concedere il part-time?

La disposizione sulla flessibilità dell’orario di lavoro non è ancora operativa. E’ necessario attendere il decreto del Ministero del lavoro.
Nel frattempo, proprio di recente, è stata riformata la disciplina generale sul part-time. Non vi è però previsto un obbligo del datore di lavoro di concederlo, ma solo un diritto di precedenza nel caso in cui il datore di lavoro offra un posto di lavoro part-time.

Riposi giornalieri

Come si calcolano le ore di riposo?

Si calcolano con riferimento a ciascuna singola giornata lavorativa. Nei giorni in cui si lavora meno di 6 ore si ha diritto a una sola ora di riposo.

Chi stabilisce la collocazione oraria dei riposi?

La collocazione oraria dei riposi va concordata con il datore di lavoro, mettendo al primo posto le esigenze di cura del richiedente.
In caso di dissenso, la determinazione spetta al servizio ispettivo della direzione provinciale del lavoro.

Se la madre è una lavoratrice domestica, il padre può chiedere le ore di riposo giornaliero?

Si!

Se la madre è casalinga e il parto è gemellare, il padre ha diritto alle ore, in misura raddoppiata, di riposo giornaliero?

No, né in misura ordinaria, né in misura raddoppiata, in quanto, appunto, la moglie è casalinga.

Il padre può utilizzare, se vuole, da solo i permessi raddoppiati in caso di parto gemellare?

Si, se ha diritto ai permessi ordinari.

Se la madre è impegnata in lavori socialmente utili (LSU), il padre ha diritto ai riposi?

Si.

Nel caso di minore straniera adottata e di figlio naturale nato nello stesso anno, la madre a quante ore di riposo giornaliero ha diritto?

Ha diritto alle ore di riposo per il figlio naturale. Ha diritto alle ore di riposo per la minore adottata solo se ha meno di un anno.

Se i genitori sono una coppia di lavoratori subordinati e il parto è gemellare, possono chiedere la loro parte di riposi nello stesso arco temporale giornaliero?

Si!

Il padre può godere dei riposi giornalieri mentre la madre gode del congedo di maternità o del congedo parentale?

No, perché la madre non si trova nella condizione di lavoratrice che rinuncia al suo diritto ai riposi.

Se la madre dipendente rinuncia ai riposi giornalieri e ne fruisce il padre e poi la madre si ammala, il padre perde il diritto ai riposi?

No, la disciplina legislativa prevede solo che la madre lavoratrice abbia rinunciato ai riposi.

La madre può godere dei riposi giornalieri mentre il padre gode del congedo parentale?

Si, questo è possibile.

L’azienda durante il periodo in cui la lavoratrice fruisce delle 2 ore di riposo giornaliero può inviarla a 70 km. di distanza da casa?

No, sarebbe un comportamento discriminatorio e ostativo all’esercizio di un diritto. Non solo, la legge prevede il diritto della lavoratrice a rientrare nella medesima unità produttiva o in una unità produttiva dello stesso comune e a rimanervi fino al compimento di 1 anno di vita del figlio.

Anticipazione del T.F.R.

Qual è la disciplina applicabile?

La disciplina applicabile è quella prevista nella legge sul T.F.R. Poiché i requisiti di accesso possono essere considerati eccessivi per richieste a copertura di congedi di limitata durata, la contrattazione collettiva può introdurre condizioni migliorative, ad esempio superando alcuni vincoli e consentendo solo l’integrazione della retribuzione (e/o delle spese documentate).

Si può chiedere l’anticipazione anche percependo l’indennità del 30%?

Si! Si tratta, infatti, di sostegno alle spese e al reddito.

Quando è consigliabile chiedere l’anticipazione?

In attesa di nuove disposizioni anche contrattuali, poiché la richiesta si può presentare una sola volta nel corso del rapporto di lavoro è conveniente ricorrere all’anticipazione del TFR solo quando il periodo di congedo è piuttosto lungo.

Copertura e computabilità

La nuova legge che parla per il congedo di maternità e di paternità (ex astensione obbligatoria) di una indennità pari all’80% erogata dall’INPS ha inteso abbassare l’attuale trattamento, se dovuto, del 100%?

No. La legge detta la salvaguardia delle condizione migliorative. In quasi tutti i settori privati, il datore di lavoro integra la differenza tra la retribuzione e l’indennità corrisposta dall’INPS.
Nei comparti della Pubblica Amministrazione le amministrazioni corrispondono la retribuzione piena.

Nel caso di una coppia di dipendenti delle PA, il trattamento di miglior favore previsto dalla contrattazione di comparto per il congedo parentale (ex astensione facoltativa) con il primo mese al 100%, si applica per entrambi i genitori?

No, va rispettata la previsione del contratto che riconosce questo diritto all’una o all’altro.
Vi può essere una ripartizione interna: si chiede la retribuzione piena per quindici giorni da parte dell’una e dell’altro.

Che cosa significa contribuzione figurativa?

Significa che i contributi previdenziali sono accreditati, ma non sono effettivamente versati dal datore di lavoro.
Nel settore privato sono quindi a carico dell’INPS.

Soglia individuale di reddito

Se la lavoratrice ha un rapporto di lavoro part-time, qual è la soglia individuale di reddito?

La medesima. Non va riproporzionata.

Il valore della soglia è al lordo o al netto?

Al lordo.

Diritto al rientro nell’unità produttiva

Si ha questo diritto anche quando nel frattempo è scaduto il contratto a termine?

No, la disciplina di tutela della maternità si applica solo in costanza di rapporto di lavoro.
Una volta terminato il rapporto, si ha diritto solo a una tutela di tipo economico.

Divieto di licenziamento

Il divieto di licenziamento della madre nel periodo di gravidanza si estende anche al padre?

No, la disciplina legislativa prevede l’estensione del divieto al padre ma solo se fruisce del congedo di paternità e fino a 1 anno di vita del figlio.

(Fonte: Ministero del lavoro e delle politiche sociali)

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