Congedi parentali


Astensione facoltativa

Oltre al periodo di astensione obbligatoria, il datore di lavoro deve concedere su richiesta del genitore, un periodo di assenza dal lavoro (c.d. astensione facoltativa) con retribuzione sostanzialmente ridotta.
Il diritto di astensione facoltativa è riconosciuto al genitore anche se l’altro non ne ha diritto in quanto non occupato o perché appartenente ad una categoria diversa da quella dei lavoratori subordinati ( come nel caso delle lavoratrici a domicilio, delle addette ai servizi domestici, delle casalinghe, delle libere professioniste).
Tale diritto è, altresì, riconosciuto alle lavoratrici autonome limitatamente ad un periodo di tre mesi entro il primo anno di vita del bambino, se madri di bambini nati a decorrere dal 1° gennaio 2000.
Il diritto di assentarsi dal lavoro può essere esercitato da entrambi i genitori per un periodo complessivo di 10 mesi( elevabile, in certi casi, a 11 mesi), nella misura e nei tempi sottoindicati:

  • Madre lavoratrice: dopo l’astensione obbligatoria ha diritto ad assentarsi dal lavoro nei primi 8 anni di vita del bambino, per un periodo frazionato o continuativo non superiore a 6 mesi.
  • Padre lavoratore: ha diritto di assentarsi per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 6 mesi, elevabili a 7 mesi nel caso in cui questi si astenga dal lavoro per un periodo non inferiore a 3 mesi. In quest’ultimo caso il tetto massimo usufruibile da entrambi i genitori sarà di 11 mesi. Il padre lavoratore può usufruire dell’astensione facoltativa fin dalla nascita del bambino e non necessariamente alla fine dell’astensione obbligatoria come è previsto per la madre.
  • Famiglia monoparentale: il diritto viene esercitato dall’unico genitore per un periodo continuativo o frazionato di 10 mesi sempre nei primi 8 anni di vita del bambino.
  • Genitori adottivi o affidatari: il diritto di assentarsi dal lavoro è esercitato nei primi tre anni di ingresso, nel nucleo familiare, del minore di età compresa tra i 6 e i 12 anni. Dell’astensione deve essere dato avviso al datore di lavoro secondo le modalità previste dai contratti collettivi , e, comunque, almeno 15 giorni prima rispetto al periodo richiesto.

Malattia del bambino

Entrambi i genitori, alternativamente, hanno diritto di astenersi dal lavoro durante le malattie di ciascun figlio fino atre anni di età, senza limiti temporali.
Nel caso di figli con età compresa tra i 3 e gli 8 anni, l’astensione è possibile nel limite di cinque giorni lavorativi all’anno per ciascun genitore, dietro presentazione di certificato rilasciato da un medico specialista del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato.
Il ricovero ospedaliero del bambino interrompe il decorso delle ferie in godimento da parte del genitore.

Permessi e congedi parentali per l’assistenza a portatori di handicap

La lavoratrice madre o, in alternativa il padre lavoratore , anche adottivi, di minore con handicap in situazione di gravità accertata dall’ASL (mediante apposite commissioni mediche), hanno diritto al prolungamento fino a tre anni del periodo di astensione facoltativa dal lavoro;ciò a condizione che il bambino non sia ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati.
I soggetti di cui sopra, possono chiedere ai rispettivi datori di lavoro di usufruire in alternativa al prolungamento fino a tre anni del periodo di astensione facoltativa di due ore di permesso retribuito fino al compimento del terzo anno di vita del bambino.
Successivamente al compimento del terzo anno di vita del bambino, la lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre, anche adottivi, di minore con handicap in situazione di gravità, nonché colui che assiste una persona con handicap parente o affine entro il terzo grado, convivente, hanno diritto a tre giorni di permesso mensilecoperti di contribuzione figurativa, fruibili anche in maniera continuativa a condizione che la persona con handicap in situazione di gravità non sia ricoverata a tempo pieno.
Il genitore o il familiare lavoratore, con rapporto di lavoro pubblico o privato, che assista con continuità un parente o un affine entro il terzo grado handicappato ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede.

Riferimenti normativi

  • Legge 1204/1971. Tutela delle lavoratrici madri.
  • Legge n. 53/2000. Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città.
  • Circolare- Ministero del Lavoro n. 53/2000.
  • Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e di sostegno della maternità e della paternità.
  • Legge n. 104/92. Legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate (art. 33 così come modificato dalla l. 53/20).
(Fonte: Ministero del lavoro e delle politiche sociali)