Gli esami sulla coagulazione del sangue vengono prescritti solamente a seguito di una gravidanza che è risultata patologica. Questi esami al momento non sono compresi nel protocollo Ministeriale ma si possono fare pagando il ticket.
Si tratta di esami per accertare se si ha una predisposizione alla
trombofilia che è causa dell'insorgenza di possibili eventi trombotici in gravidanza.
Il manifestarsi della malattia legata alla trombofilia e coagulazione del sangue spesso avviene quando la donna ha intrapreso una gravidanza, deciso di assumere una contraccezione orale oppure durante gli interventi chirurgici.
La gravidanza è quindi un fattore ambientale esterno per il manifestarsi della malattia e visto che questi esami non vengono fatti di routine noi consigliamo di farseli prescrivere dal proprio medico prima del concepimento e in tempo per iniziare fin da subito una cura. La ipercoagulazione del sangue può portare ad aborti, bassa crescita del feto, malformazioni, morte endouterina.
Inoltre in caso di positività a tali esami, la gravidanza sarà seguita dal ginecologo curante più attentamente perchè la giudicherà a rischio fin da subito e prevederà esami di controllo prenatali di secondo livello.
Tali esami potranno un domani diventare di routine perché è stato accertato che i portatori di anomalie della coagulazione, eterozigoti e omozigoti, sono molto diffusi nella popolazione.
Di seguito riportiamo alcune domande e risposte on-line sull'argomento da parte di medici specializzati e donne che hanno scoperto di essere affette da problemi di trombofilia successivamente ad accertamenti eseguiti a fronte della perdita di un figlio, (domande e risposte tratte dal sito www.gravidanzaonline.it).
Facendo la 'doppler' mia figlia si sarebbe potuta salvare??!!
(30/04/2004 - 14.19)
Gent.mo Dott. Annona, le scrivo per avere qualche risposta. Il giorno 8 Febbraio abbiamo avuto una bambina che purtroppo è morta subito dopo che hanno tagliato il cordone ombelicale.
Abbiamo fatto le 3 ecografie previste e il tritest. L'ultima ecografia (30/12/2003) ha dato esito negativo, nel senso che tutti i valori erano conformi all'epoca gestazionale. L'ultima visita dal ginecologo l'abbiamo fatta il 13/01/2004 e anche in quella circostanza ci disse che andava tutto bene (il ginecologo ha la macchina per fare le ecografie).
Avremmo dovuto fare ancora una visita il 10/2/2004, ma mia moglie ha partorito l'8/2/2004 una bimba “bellissima”, ma che non ce l'ha fatta. Dall'autopsia e dagli esami fatti sulla placenta è risultata una trombosi placentare.
Mia moglie si è sottoposta a degli esami sulla trombofilia ed è stato trovato un deficit della proteina 'S' . I dottori del Sant'Anna di Torino (abbiamo trovato molta solidarietà) ci hanno detto che la prox grav. sarà tenuta sotto controllo assumendo l'aspirinetta fin dall'inizio e che questa cosa poteva essere evitata facendo la flussimetria doppler.
La nostra ginecologa non ha mai proposto che si poteva fare la 'doppler'. Vorrei sapere perché non viene fatta di routine o quanto meno non viene proposto a tutte le donne in gravidanza di sottoporsi a questa ecografia? Forse facendo la 'doppler' mia figlia si sarebbe potuta salvare!!!!
La prox volta saremo seguiti dal Sant'Anna e quindi faremo molte più ecografie. Però mi chiedo se è possibile che accadono ancora queste cose! Tutte le gravidanze dovrebbero essere seguite al meglio! Scusi lo sfogo, ma sono tre mesi che mi faccio la stessa domanda! Cordiali saluti.
Giovanni
Mi dispiace per la vostra triste esperienza. La Doppler flussimetria non viene eseguita di routine ma solo in casi selezionati. Non è previsto quindi che si utilizzi come screening. Ma posso anche dirle che nessuno può darle la certezza che se l'avesse fatta, sarebbe stata in grado di rilevare l'imminente fatale trombosi. Occorrerebbe sapere se magari c'era l'indicazione a farla, come un difetto di accrescimento fetale, un oligoamnios, o patologie materne come diabete, ipertensione, ecc.
Piuttosto si discute se non sia il caso di fare a tutti lo screening per la trombofilia, visto che nella popolazione generale i portatori di anomalie della coagulazione, eterozigoti e omozigoti, sono molto diffusi; ma anche questo al momento non viene fatto di routine, soprattutto per i costi elevati di questi esami. Non pensi più al passato, per quanto possibile, mi rendo conto, ma guardi con ottimismo al futuro. Cordiali saluti.
Dott. Salvatore Annona
Tre aborti senza nessuna causa apparente!
(30/01/2003 - 12.46)
Ho 31 anni, ho già un figlio di due anni, nel 2001 io e mio marito abbiamo deciso di averne un altro, ma ho avuto un aborto alla settima settimana, dopo due mesi sono rimasta di nuovo incinta e si è verificata la stessa cosa, subito dopo ne ho avuto un altro per cui il mio ginecologo mi ha consigliato di fare una serie di esami tra cui un’indagine genetica, un dosaggio ormonale, vari tamponi vaginali, un esame specifico per sospetto aborto immunologico (lac.aca...), l'isteroscopia, ma nessuno di questi esami ha evidenziato problemi, sono risultati tutti negativi.
Io e mio marito siamo disperati perché non sappiamo più cosa fare, lei potrebbe aiutarci a capire il perché di questi tre aborti senza nessuna causa apparente?
Lettera non firmata
I fenomeni di abortività in gravidanza avanzata e morte in utero sono purtroppo eventi non rari. Le donne sofferenti di trombofilia ereditaria, eccessiva coagulazione causata da un'anomalia genetica, sono la categoria più a rischio di aborto.
Nella maggior parte dei casi, la morte del feto è causata da difetti di uno o più fattori della coagulazione del sangue che determinano l'instaurarsi di una trombosi placentare, caratterizzata da una ostruzione dei vasi placentari.
Noi consigliamo a tutte le donne che hanno avuto fenomeni di abortività, e quando tutte le altre analisi sono nella norma, un test genetico multiplo (analisi molecolare di tre geni, fattore V, fattore II e MTHFR), allo scopo di valutare eventuali mutazioni presenti. Le consiglio di fare anche questi esami, così alla fine avremo un quadro completo della situazione. Mi faccia sapere se ha bisogno di qualche indicazione. Auguri
Dr. Cosimo Barletta
All'ottavo mese ho perso il mio bambino
(05/07/2002 - 12:59)
Egregio Professore, Le scrivo per cercare di avere una risposta a quanto mi è successo: all'ottavo mese ho perso il mio bambino. Ha subito una morte intrauterina ed io ho dovuto affrontare un parto normale per poterlo espellere.
Per tutta la gravidanza sono stata bene, il bambino dalle varie ecografie altrettanto, fino al giorno della mia tragedia!
Ora sto aspettando l'esito di una serie di esami che hanno fatto. Lei mi può dire qualcosa? Perché accadono queste morti a gravidanza ormai ultimata? Si poteva fare qualcosa? Grazie e arrivederci
Emanuea T. Bergamo
Gentile Signora,capisco il suo dispiacere ma è praticamente impossibile fare delle ipotesi non supportate da seri elementi. Immagino che siano in corso tutti gli opportuni esami sul piccolo e sulla placenta che potrebbero essere utili. Una volta che si sarà ripresa potrà eseguire lei stessa accertamenti in una sede quanto più possibile qualificata prima di una nuova gravidanza.
Purtroppo non sempre si è in grado di stabilire con certezza le cause di quanto è avvenuto, ma potrebbe trattarsi di un caso del tutto isolato e non destinato a ripetersi.
Prof. Ettore Calzolari