Le fasi del parto


Le fasi del parto

Le contrazioni cominciano a farsi sentire…così ha inizio il travaglio di parto che porterà il collo dell’utero a dilatarsi completamente per permettere il passaggio del bebè.

  • L’inizio della dilatazione è la prima fase del travaglio che dura in media 4-6 ore. Le contrazioni sono ancora poco intense e non frequenti. Il collo dell’utero si trasforma: si accorcia, poi si appiana e dopo comincia a dilatarsi. Cosa fare: puoi camminare. Per ora è meglio restare a casa in attesa delle contrazioni più forti, ultimando i preparativi per il ricovero imminente.
  • Fase dilatante all’inizio di questa fase dovrebbe avvenire il ricovero: le contrazioni si fanno più intense e frequenti (ogni 3-5 minuti per una durata di 40-60 secondi). In 4-6 ore la dilatazione del collo dell’utero passa dai 2-3 centimetri ai 10 centimetri (dilatazione completa). Cosa fare: durante questa fase puoi assumere la posizione che ritieni più comoda: passeggiare, stare seduta, accovacciata o sdraiata. Solo quando si vedrà uscire la testolina del bebè, sarà l’ostetrica a consigliarti la posizione più corretta (sdraiata, in piedi o seduta).
  • L’anestesia… A metà del periodo di dilatazione (quando il collo dell’utero si è aperto di 4-5 centimetri) ti potranno applicare l’anestesia epidurale che, tramite un sottile ago, introduce un anestetico locale nello spazio situato tra le vertebre lombari. A dilatazione quasi completa avviene nâturalmente la rottura del sacco amniotico. Se ciò non accade, invece, saranno i medici a farlo. Se, dopo la “rottura delle acque”, la dilatazione procede molto lentamente, il travaglio può essere accelerato dalla somministrazione di ossitocina per rendere più forti e ritmiche le contrazioni.
  • Fase espulsiva lnizia quando ormai il collo dell’utero si è dilatato completamente e consiste nel far procedere il nascituro lungo il canale del parto. ll bebè, aiutato dalle contrazioni, comincia ad uscire fuori. Spinge prima la testa, poi le spalle e infine, con un movimento a spirale,tutto il suo corpo. ll cordone ombelicale viene stretto tra due pinze per arrestare il passaggio del sangue e tagliato.
  • Ultima fase del parto: il secondamento. È I’espulsione di placenta, cordone ombelicale e membrane che avviene 10-15 minuti dopo. L’utero, liberato dal bebè, si riduce di dimensioni così la placenta si stacca e fuoriesce.

 

Posizioni per il parto

  • In posizione classica. La posizione ideale dovrebbe essere una via di mezzo tra la posizione che scegli tu per poter spingere in modo efficace e quella consigliata dall’ostetrica per poterti assistere nel miglior modo possibile. Nella realtà, la maggior parte delle donne italiane partorisce distesa sul lettino, nella classica posizione da visita ginecologica, con le gambe flesse e leggermente divaricate. Questa posizione non piace molto alle donne, ma facilita il compito di chi assiste.
  • Posizione accovacciata. Favorisce l’apertura del bacino, rilassa i muscoli del perineo e della vagina e sfrutta la forza di gravità per espellere il bebè.
  • Posizione in ginocchio. Offre una maggiore flessibilità e libertà di movimento, provocando minor dolore in quanto si riduce la pressione esercitata sulla zona lombare durante le contrazioni.
  • Posizione a carponi. Mettersi “a quattro zampe” è particolarmente indicato per le donne che soffrono di mal di schiena o se il bambino è molto grosso. Inoltre, da questa posizione traggono il maggior beneficio le donne in sovrappeso, in quanto riescono ad allentare in questo modo la pressione sul bacino.

 

Consigli pratici per il parto

  • La durata è una variabile Se hai già alle spalle l’esperienza del parto, non aspettarti di riviverla esattamente allo stesso modo! Perchè la durata complessiva del parto varia non solo da donna a donna, ma la stessa donna può avere tempi molto diversi ad ogni nuovo parto. Questa differenza di tempi dipende dal fatto che una donna al primo parto ha tessuti più resistenti per cui occorre più tempo per dilatare il collo dell’utero e far uscire il bebè dal canale del parto. Al primo parto, in genere, la fase di dilatazione è di 10-12 ore, la fase espulsiva di 1-2 ore ed il secondamento di 15-30 minuti. Nelle successive gravidanze la fase di dilatazione dura mediamente 6-8 ore, la fase espulsiva 30-60 minuti ed il secondamento 10-20 minuti.
  • Il papà in sala parto E’ una presenza incoraggiante a patto che non sia nervoso e terrorizzato! E’ essenziale che in tutti i casi il papà riesca a stare al suo posto e a capire qual’è il suo compito (dare il conforto alla donna) e non cercare di interferire sull’andamento del parto.

 

Controlli in sala parto

Il monitoraggio cardiotocografico è la registrazione del battito cardiaco fetale e delle contrazioni dell’utero che si effettua periodicamente per verificare che tutto proceda bene. In alcuni ospedali, inoltre, viene compilato il “partogramma”, una scheda-grafico su cui vengono registrati gli avvenimenti più importanti del travaglio (rottura del sacco amniotico, le registrazioni cardiotocografiche, caratteristiche del liquido amniotico, uso di anestetici e progressione della dilatazione).