Aborto: esperti, su rischio da troppi caffe’ risultati discordi


No a una condanna ‘senza appello’ del consumo di caffè tra le donne in gravidanza. I dati scientifici disponibili sul legame fra tazzina e rischio aborto sono infatti discordi. Lo sostiene un gruppo di esperti italiani, che dopo lo studio pubblicato dall”American Journal of Obstetrics and Gynecology’ invitano a evitare allarmismi. I risultati presenti in letteratura “sono controversi – spiega in una nota Amleto D’Amicis, direttore dell’Unità di documentazione e informazione nutrizionale dell’Inran (Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione) e membro del Gruppo di studio sul caffè della Fosan (Fondazione per lo studio degli alimenti e della nutrizione) – La prudenza suggerisce quindi di ridurre il consumo di caffè in gravidanza o di scegliere il caffè decaffeinato, ricordando che equilibrio e moderazione non vanno dimenticati”.

Riguardo al caffè, precisa D’Amicis, “la comunità scientifica ha fissato da tempo la dose moderata attorno ai 300 mg di caffeina al dì, ovvero circa 4-5 tazzine di caffè preparato con la moka”. Inoltre, “in Italia non si consumano ‘tazze’ di caffè”. Queste “ricordano il caffè all’americana che contiene molta più caffeina (120 mg a tazza)”. Lo studio diffuso in questi giorni riguarda poi un campione limitato di donne, evidenzia lo specialista, e “da solo non può fare il punto su un argomento dibattuto da anni”. Anche perché un’altra ricerca pubblicata su ‘Epidemiology’, “che include un numero circa doppio di donne – dice Alessandra Tavani, a capo del Laboratorio di epidemiologia delle malattie croniche dell’Istituto farmacologico Mario Negri di Milano – mostra che non vi è associazione tra consumo di caffè e rischio di aborto entro la 20esima settimana di gestazione, su maggiori quantità di caffeina”.

Insomma, il quadro è molto più complesso. Lo conferma Carlo La Vecchia, a capo del Dipartimento di epidemiologia generale del Mario Negri. “Di solito – sottolinea lo scienziato – le donne che hanno la nausea nei primi mesi di gravidanza smettono di bere caffè, ma le donne che hanno la nausea hanno anche una minore incidenza di aborti spontanei, visto che hanno livelli più alti di ormoni protettivi. Dunque le donne che non bevono caffè, almeno in parte, sono quelle che avrebbero comunque una minore incidenza di aborto”. Questa osservazione, secondo l’esperto, rende “difficile stabilire se è veramente il caffè ad aumentare il rischio di aborto, o se invece il caffè è un indicatore indiretto di un rischio maggiore”.

Fonte: IGN

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