Acido folico: una vitamina per le mamme


Acido folico, sostanza sempre benefica, indispensabile nella gravidanza.
Mettere nel piatto una vitamina semplice e poco costosa come l’acido folico (B9) assicura salute. In particolare quando la supplementazione inizia almeno un mese prima del concepimento. In Italia, è troppo poco diffusa l’abitudine di assumere folati, composti che fanno parte del gruppo della vitamina B, per prevenire malformazioni congenite, a cominciare dall’anencefalia e dalla spina bifida. Tuttavia dal 2004, grazie al Network italiano per la promozione dell’acido folico avviato dal Centro nazionale malattie rare dell’Istituto Superiore di Sanità, le cose stanno migliorando.
“I dati raccolti dai registri nazionali sulle malformazioni congenite”, afferma nel workshop dedicato Domenica Taruscio, responsabile del Centro, “mostrano, in seguito alla campagna di sensibilizzazione che ha previsto anche di fornire gratuitamente la dose quotidiana raccomandata di 0,4 mg di acido folico alle donne in età fertile che hanno programmato una gravidanza, un andamento positivo con la netta riduzione dei casi. D’altra parte, le evidenze scientifiche sul ruolo protettivo dei folati sono descritte da oltre 30 anni”.
Il fabbisogno di acido folico nelle persone sane è di 0,2 mg al dì, per chi si appresta a vivere la gravidanza è di 0,4 mg e per le donne a rischio (diabetiche, epilettiche, con altri figli affetti da malformazioni) è di 4-5 mg al giorno. La raccomandazione è di iniziare un mese prima del concepimento e proseguire per l’intero primo trimestre. In questo modo pare che il rischio di mettere al mondo un figlio con difetti congeniti si riduca del 70%.
Dove trovare l’acido folico? Intanto nelle verdure: asparagi, broccoli, broccoletti, carciofi, cavoli, cereali, rape rosse (300-100 mg/100g); poi nella frutta e nei formaggi: mandorle, pistacchi, noci, parmigiano, gorgonzola, camembert, (99-40 mg/100 g). Anche il pane, le carote, le patate, i pomodori, le fragole, il radicchio ne sono abbastanza ricchi (39-20 mg/100 g). Anche nelle pasticche, che restano la soluzione estrema.

Fonte: La Repubblica

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