Antidepressivi e fumo passivo: nuove scoperte sui rischi in gravidanza


Future mamme state attente a quello che mangiate, bevete, fumate, assumete: i ricercatori sono sempre più precisi nell’identificare quali delle sostanze che immettete nel vostro organismo durante la gravidanza possono nuocere, e come, al vostro bambino. Due nuove ricerche si aggiungono al coro e mettono sotto accusa antidepressivi e fumo passivo.

I risultati dello studio condotto dalla University of British Columbia di Vancouver, in Canada, e pubblicato sul New England Journal of Medicine in realtà ridimensiona in parte il ruolo degli antidepressivi, in particolare dei farmaci inibitori del reuptake della serotonina (tra cui per esempio il Prozac), nelle malformazioni fetali. Analizzando i casi di oltre 4000 bambini con gravi difetti alla nascita, i ricercatori non hanno trovato una relazione significativa tra l’uso di questi farmaci nel primo stadio della gravidanza e la maggior parte dei difetti congeniti, tra cui quelli che riguardano il cuore. Sembra invece confermato che alcuni tipi di malformazione al cervello e all’intestino possono essere collegati all’assunzione di antidepressivi in gravidanza. Maggiormente a rischio sarebbero le donne obese che assumono antidepressivi; del resto il sovrappeso rappresenta già un fattore di rischio in gravidanza. Non è detto che interrompere l’assunzione di questi farmaci rappresenti una buona soluzione e resta essenziale consultarsi con il medico che li ha prescritti per valutare costi e benefici.

La madre più scrupolosa che conduce l’esistenza più sana possibile, evitando comportamenti che possano nuocere al proprio bambino, potrebbe dover fare i conti con i comportamenti altrui.
Dall’Università di Washington arriva uno studio che stabilisce l’esistenza di un legame tra il fumo passivo cui è stata esposta la mamma e l’insorgenza di problemi psicologici nel bambino. Tra i 171 bambini con problemi psicologici di varia natura e gravità presi in considerazione, quelli le cui madri avevano fumato nell’ultimo trimestre di gravidanza o avevano respirato fumo passivo in casa o al lavoro presentavano un maggior numero di sintomi di disturbi di condotta e ADHD (Sindrome da iperattività e deficit di attenzione) rispetto agli altri. Nel cervello del feto il sistema della dopamina, sostanza che gioca un ruolo centrale nel comportamento e nella concentrazione, sarebbe sovrastimolato dall’azione della nicotina. Nessuna differenza significativa è stata riscontrata tra l’effetto del fumo attivo e di quello passivo: motivo in più per chiedere a chi vi sta attorno di spegnere la sigaretta.

Fonte: Panorama

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