Cellule staminali del cordone: sempre di più i casi di successo


Le cellule staminali del cordone sono utilizzate per trattare molte malattie ma sono ancora molte le persone che non conoscono il potenziale di queste cellule. Infatti il tema della conservazione delle cellule staminali è ancora poco conosciuto: una recente ricerca ha infatti rilevato che il 48% degli italiani non ha ben chiaro di cosa si tratti o, addirittura, non conosce proprio l’argomento1. La corretta informazione sul potenziale delle staminali cordonali può aiutare a comprendere la loro importanza clinica e quindi di tutela della salute.

Il Ministero della Salute italiano ha riconosciuto le staminali del cordone come una valida possibilità terapeutica per oltre 80 malattie, elencate nel Decreto Ministeriale del 18 novembre 20092. Recentemente questo decreto è stato ampliato con ulteriori tre patologie3 a conferma del fatto che le malattie trattabili con le staminali sono destinate a crescere, grazie al progredire della ricerca.

Dal 1988 a oggi sono stati oltre 30.000 i trapianti con le staminali del cordone4 ed è frequente leggere casi di successo di persone che hanno ottenuto benefici dal trattamento con queste cellule. È il caso di Harlow Page, una bambina che all’età di 3 mesi ha iniziato la sua lotta contro il cancro. I medici le avevano diagnosticato un tumore a grappolo localizzato ai reni, che hanno deciso di trattare con le cellule staminali del suo cordone ombelicale conservate dopo la nascita. A seguito del trapianto e dopo tre cicli di chemioterapia, a nove mesi di età il cancro era sparito. Oggi la piccola Harlow ha 3 anni e vive una vita normale come gli altri bambini.

A David Pyne, un uomo di 60 anni di Manchester, era stata diagnosticata la leucemia che, nonostante le terapie standard seguite, i medici ritenevano lasciasse all’uomo una speranza di vita di un anno e mezzo. David però ha avuto l’opportunità di sottoporsi a un trapianto di cellule staminali del cordone ombelicale, che erano state prelevate da due diversi donatori risultati compatibili. Dopo questo trattamento oggi la leucemia di David è in remissione.

La conservazione del sangue del cordone ombelicale ha aiutato anche Wyatt, un bambino affetto da anemia di Fanconi, una rara malattia del sangue che gli causava, tra le varie complicazioni, difficoltà nel combattere le infezioni e crescita rallentata. I medici hanno espresso da subito la loro intenzione di trattare questa malattia con le cellule staminali e, grazie al sangue cordonale del fratello di Wyatt (conservato dai genitori e risultato compatibile), il bambino ha potuto sottoporsi al trapianto. Dopo la terapia Wyatt ha mostrato segni di miglioramento e ora può vivere una vita normale, anche se resta la necessità che si sottoponga periodicamente ai controlli medici.

Questi sono solo alcuni dei recenti casi di successo che sottolineano l’importanza delle cellule staminali del cordone per un loro utilizzo nei bambini e sugli adulti. Progresso della ricerca e diffusione di una corretta informazione dovranno quindi procedere di pari passo per rendere tutti più consapevoli del potenziale delle staminali cordonali.

Per maggiori informazioni: www.sorgente.com

Riferimenti bibliografici

  1. ISPO Ricerche
  2. Decreto ministeriale 18 novembre 2009 “Disposizioni in materia di conservazione di cellule staminali da sangue del cordone ombelicale per uso autologo-dedicato
  3. Decreto 22 aprile 2014, Modifiche e integrazioni al decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali 18 novembre 2009, recante: «Disposizioni in materia di conservazione di cellule staminali da sangue del cordone ombelicale per uso autologo-dedicato».
  4. Ballen KK, et al. Umbilical cord blood transplantation: the first 25 years and beyond. Blood 2013 May 15

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *