Donne giovani: in gravidanza aumenta il rischio di anomalie genetiche del feto


Il gruppo di Genetica medica del Policlinico universitario di Modena, diretto da Antonino Forabosco, ha recentemente condotto il primo censimento nazionale sull’amniocentesi e l’analisi dei villi coriali.
Dai risultati, pubblicati sull’European Journal of Human Genetics, si evidenzia che l’1% delle gravidanze di donne con meno di 35 anni presenta una anomalia cromosomica, sindrome di down.

Questo risultato, affatto trascurabile, spinge gli esperti a raccomandare test non invasivi anche alle gestanti più giovani e, quindi, a proporre di offrire gratuitamente a tutte le donne in gravidanza la possibilità di eseguire test, come bi-test e plica nucale, entro l’undicesima settimana e, solo qualora questi test rivelassero la presenza di situazioni incerte e a rischio, la prescrizione di esami maggiormente approfonditi.

Dovrebbe, perciò, essere modificato il decreto del 1998, che offre la gratuità dell’amniocentesi alle sole donne di età superiore ai 35 anni, portando l’Italia agli standard internazionali in materia.

Fonte: CronacaQui Milano

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