Il Ginecologo: il primo parto cesareo non obbliga a secondo cesareo


Non è sempre valido l”assioma’ secondo cui una donna che ha partorito con taglio cesareo, debba poi ricorrere forzatamente alla chirurgia per dare alla luce gli altri bebè. “E’ possibile invece che, procedendo con un travaglio ‘di prova’, la gestante riesca a far nascere il ‘secondo’ bambino in maniera naturale. Bisogna valutare caso per caso, ma la percentuale di donne che dopo un cesareo può ricorrere al parto naturale si aggira attorno al 50%”. A dirlo è Francesco Torcia, ricercatore al dipartimento di Scienze ginecologiche dell’università ‘La Sapienza’ di Roma, intervenendo alla presentazione delle ‘Linee guida sul taglio cesareo’ elaborate da Laziosanità-Agenzia per la sanità pubblica.

L’esperto ha parlato di ‘pregresso parto cesareo’ come di una condizione “che non per forza deve portare a scartare l’opzione del parto vaginale. Il travaglio ‘di prova’ dopo un cesareo, comunque – specifica Torcia – ha una percentuale di successo che varia tra il 50% e l’85% e dovrebbe essere preso in considerazione solo in strutture ospedaliere dove è possibile eventualmente effettuare un cesareo d’urgenza”. Nel documento con le linee guida messe a punto da Laziosanità, vengono illustrate tutte le controindicazioni al travaglio di prova dopo un precedente cesareo e i ‘pro e contro’ di questa pratica: il successo del ‘tentativo’ di tornare al parto naturale – si legge sul report – è associato a una degenza della madre più breve, a minore perdita di sangue, a un minor rischio di infezioni, tromboembolismo e complicanze anestesiologiche rispetto a un taglio cesareo ripetuto”.

Fonte: Yahoo! Italia Notizie

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