Programma per la depressione in gravidanza e nel post partum


MITI SULLA MATERNITA’
E’ convinzione comune che la maternità debba essere uno dei periodi più belli della vita di una donna. Se questo evento non porta le soddisfazioni attese, la donna può sperimentare una profonda sensazione di inadeguatezza e biasimare se stessa per tale mancanza, senza rendersi conto che avere un figlio rappresenta un cambiamento radicale. Occorre certamente tempo per adattarsi alla nuova situazione.

Inoltre, nella nostra società ci sono una serie di miti sulla maternità che possono contribuire a far sentire in colpa la donna per non essere la “mamma modello” che si era prefissa in gravidanza.
Ecco alcuni miti molto diffusi sull’amore e sulla funzione materna:

  • L’amore materno è incondizionato (“devi amare tuo figlio, subito e sempre”).
  • Le madri dovrebbero essere costantemente disponibili e porre sempre al primo posto i bisogni del bambino.
  • Essere madre è un fatto istintivo (“saprai da te come tenerlo in braccio e come cambiargli il pannolino”).
  • La mamma deve essere forte e resistere alla fatica, senza lamentarsi mai.
  • Nel primo mese di vita del bambino si deve ricreare l’ambiente protettivo dell’utero, riducendo il contatto con il mondo esterno.

Diventare mamma, proprio perché rappresenta un’esperienza totalizzante, comporta la costruzione di un nuovo equilibrio non sempre facile da realizzare. Per questo, accanto alle prevedibili emozioni positive, la donna si trova a vivere, più frequentemente di quanto si possa immaginare, anche intense emozioni negative.

DEPRESSIONE POST PARTUM
Nei giorni immediatamente successivi al parto, la mamma può sentirsi triste ed irritabile senza alcun motivo particolare, incline al pianto ed inadeguata nei confronti dei nuovi ed impegnativi compiti che la attendono. Si parla in questi casi di “Baby blues”, un lieve stato depressivo, temporaneo e senza nessuna conseguenza importante: è sufficiente il supporto del partner e di operatori specializzati perché non evolva in senso patologico.

Quando parliamo della depressione post partum, ci riferiamo, invece, ad una condizione patologica la cui caratteristica principale è quella di una dolorosa sensazione di incapacità nello svolgimento dei compiti quotidiani, non solo legati alla maternità, che può mantenersi inalterata per circa 6 – 8 mesi. Se i seguenti sintomi si presentano con una certa intensità e persistono per oltre due settimane, è probabile che la donna stia entrando in tale condizione:

  • Irritabilità e tristezza.
  • Disturbi del sonno.
  • Stanchezza e difficoltà di concentrazione.
  • Somatizzazioni.
  • Sentimenti di inadeguatezza, soprattutto nella cura del bambino e conseguente senso di colpa.
  • Eccessiva ansia e pensieri di tipo ossessivo, legati al benessere del bambino.
  • Perdita di interesse o di piacere nel fare le cose.

In Italia coinvolge circa il 10-15% delle donne. Ci sono molti fattori, oltre a quello ormonale, che concorrono all’insorgenza di questo disturbo, per lo più di origine psicologica e sociale. Già la nascita e l’accudimento del bambino rappresentano fattori di stress, ma anche complicazioni al momento del parto o il riattivarsi di emozioni negative collegate a precedenti episodi depressivi. Anche la mancanza di un supporto emotivo e la qualità della relazione di coppia sono aspetti importanti in tal senso.

COSA FARE
Spesso la donna si sente in colpa per la sua tristezza e può, quindi, tendere a minimizzare i suoi sintomi. Inoltre, se il malessere della donna non viene riconosciuto dall’esterno, il vissuto di solitudine si acuisce.
Il ruolo del partner è decisivo, sia nei termini di ascolto empatico, che di un aiuto concreto nei lavori domestici, ma anche nei termini di un’intercettazione tempestiva dei segnali di disagio.

Per ridurre il rischio di sviluppare la depressione post partum è utile che la madre:

  • Segua una dieta equilibrata.
  • Eviti l’assunzione di eccitanti come caffè e alcool.
  • Dorma nelle stesse ore in cui dorme il neonato, per riposarsi il più possibile.
  • Chieda aiuto, quando ne sente il bisogno.
  • Mantenga i contatti con familiari ed amici e rafforzi il rapporto con il partner.
  • Cerchi di mantenere un atteggiamento realistico nei confronti di se stessa, del bambino e della nuova situazione.

E’ importante sottolineare che, sia la diagnosi che l’indicazione terapeutica della depressione post partum, sono di stretta competenza dello specialista della “Salute Mentale” ed è quindi utile rivolgersi a questi con fiducia, senza timore di apparire come persona debole o malata.

PROGRAMMA PER LA DEPRESSIONE POST PARTUM
L’Ospedale San Carlo Borromeo di Milano ha realizzato il “Programma per l’individuazione e il trattamento della depressione in gravidanza e nel post partum”.
Il “Programma” intende offrire una prima valutazione e un’opportunità di cura per chi soffre di “depressione post partum” e, laddove possibile, un intervento di prevenzione del disturbo. Questo “Programma” ha la finalità di ridurre i sintomi depressivi e di migliorare la qualità della vita della donna e del nucleo familiare in cui è inserita, con una possibile ricaduta positiva sulla cura dei figli.

Gli interventi offerti dal Programma sono:

  • Valutazione psicodiagnostica.
  • Colloqui psicologici.
  • Interventi di tipo psicoeducazionale.
  • Psicoterapia individuale e di gruppo.
  • Counseling di coppia.
  • Promozione di attività di auto-aiuto dopo la terapia.

Per fissare un appuntamento presso l’Ospedale San Carlo Borromeo di Milano, si può contattare telefonicamente la segreteria dell’Unità Operativa Complessa di Psicologia Clinica, chiedendo del “Programma per la depressione post partum”.
Il numero telefonico – 02/4022.2832 – è operativo dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 13.00 e dalle ore 14.00 alle ore 16.00.

Fonte: Ospedale San Carlo Borromeo di Milano

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