Test di gravidanza: come funziona e quando farlo


I test di gravidanza in commercio funzionano rilevando l’eventuale presenza nelle urine dell’ormone Beta HCG (gonadotropina corionica umana), prodotto dal trofoblasto, ossia il tessuto che si trasformerà poi nella placenta. In altre parole, dunque, se tale ormone risulta presente nelle urine il test di gravidanza sarà positivo, in caso contrario l’esito è negativo.

In genere tale ormone è presente nelle urine dopo 5-6 giorni dal concepimento, tuttavia gli esperti consigliano di attendere almeno il quarto giorno di ritardo. I test di gravidanza acquistabili al supermercato o in farmacia, infatti, rilevano la presenza di tale ormone solo se in quantità rilevante, per cui se fatto troppo presto potrebbe dare esito negativo nonostante sia in atto una gravidanza. Per ridurre la possibilità di errore del test, soprattutto se viene fatto prima che siano trascorsi 4-5 giorni di ritardo del ciclo, è bene eseguirlo di prima mattina al momento del risveglio, quando le urine risultano più concentrate.

Oltre che dal test, che come anticipato non può essere fatto subito, l’avvenuto concepimento può essere rivelato anche dai vari sintomi gravidanza, anche se variano da donna a donna e molto spesso vengono confusi con altri disturbi. Tra questi i più comuni sono: perdite ematiche provocate dall’impianto dell’embrione; seno gonfio; nausee mattutine; stanchezza e sonnolenza; mal di testa; piccoli crampi addominali.

Fonte: aciclicoMagazine

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