Uno spettacolo chiamato gravidanza


Vedere il feto che si muove tra il liquido ammiotico e sentirne il battito cardiaco sono emozioni indimenticabili che oggi si possono vivere non più solo in uno studio medico, ma gli esperti avvertono: meglio non esagerare con la tecnologia

Tra alcune future mamme è già un oggetto di culto. Stiamo parlando di AngelSounds, un ecodopler a ultrasuoni che, sfruttando l’effetto Doppler anche a intensità estremamente bassa, consente di sentire e registrare il battito cardiaco del feto già a partire dalla 12esima settimana di gestazione, semplicemente collegandosi all’hi-fi o al computer di casa. Lo si può acquistare in farmacia o online direttamente dal sito che lo reclamizza. Col benestare dell’Aogoi (l’Associazione Ostetrici Ginecologici Ospedalieri Italiani), soddisfa uno dei grandi desideri delle donne incinta: acoltare il cuore che batte del loro bambino.

Un desiderio più che legittimo, che però spesso nasconde paure e ansie comuni a tante madri in dolce attesa, che vorrebbero così tenere sempre sotto controllo il battico cardiaco e i movimenti del feto. Gli esperti consigliano di non esagerare e di non abusare di questi nuovi strumenti, fino a qualche tempo fa presenti solo negli studi medici e ora invece accessibili a tutti. La possibilità di registrare il battito del proprio bebè, per poterlo risentire e tenerne un ricordo anche dopo la sua nascita, rappresenta infatti l’ultima frontiera di quello che può essere considerato il business della gravidanza. AngelSounds arriva dopo le ecografie in 3 e 4 dimensioni (le prime sono in grado di rendere il senso della profondità, mentre le seconde mostrano anche i movimenti) che, a differenza di quelle bidimensionali (immagine piatta e in bianco e nero), consentono ai futuri genitori di vedere il loro piccolo come in una foto. Oltre che di ammirarlo mentre si muove nel liquido ammiotico.

Ma anche di portarsi a casa, con 200-400 euro, una videocassetta o un dvd sulla vita intrauterina del bebè, da mostrare poi immancabilmente a parenti e amici. Anche in questo caso però è cosigliabile ricorrere a questi esami solo per scopi diagnostici (tre sono le ecografie raccomandate dai protocolli di assistenza alla gravidanza del ministero della Salute), dal momento che non si conoscono ancora i rischi che le esposizioni prolungate e di maggiore intensità agli ultrasuoni potrebbero provocare sul feto.

Fonte: Magazine Libero.it

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