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Parto in acqua

Metodica poco utilizzata in Italia, senza ancora sufficienti studi scientifici a sostegno, che sfrutta i vantaggi di rilassamento che ha il corpo della donna immersa in acqua, per ottenere un parto il meno doloroso possibile per la gestante ed il meno traumatico per il bambino. La vasca per il parto misura in genere 180 per 160 centimetri ed ha una profondità di circa 80, per permettere alla zona addominale di essere sempre immersa nell'acqua, anche se la donna assume varie posizioni. Il bambino, nascendo, si troverà in un ambiente simile a quello in cui ha vissuto nei nove mesi della gravidanza (liquido amniotico) ed avvertirà in modo più dolce il passaggio dalla vita intrauterina a quella extrauterina. In alcune strutture dotate di tale apparecchiatura, comunque, la vasca viene utilizzata solo nella fase del travaglio. Per il parto, la donna viene fatta uscire dall'acqua per procedere nella maniera tradizionale. Si pensa che il passaggio da uno stato all'altro, quindi con un cambiamento degli effetti della forza di gravità, faciliti la discesa e quindi l'espulsione del bambino.
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