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Bullismo ed alcolismo iniziano nella pancia materna.La proliferazione dei piccoli bulli, che si rendono protagonisti di fatti che talvolta raccapricciano e più spesso fanno dubitare della loro sanità mentale, fa interrogare la gente sul perché e crescono i sensi di colpa.
Studi scientifici documentano che i bambini già da zero a due anni mostrano atteggiamenti aggressivi, specie i maschi.
Ma anche dopo la fase della socializzazione, il 7% dei maschietti continuerà ad avere atteggiamenti iper-aggressivi fino ai 9 anni.
Ebbene, secondo un nuovo studio canadese, questo piccolo sottogruppo di bimbi che, purtroppo, non basta definire monelli, hanno cominciato a “guastarsi” quano erano ancora nel pancione, “quando le madri devono fare i conti con situazioni difficili come povertà, stress, malnutrizione, conflitti familiari, oppure fumano in gravidanza, questo influenza in modo diretto lunghezza e peso del feto”, spiega Sylvana Cotè dell'Università di Montreal.
Inoltre, uno studio del team canadese spiega che al centro dell'aggressività dei piccoli può esserci anche la metilazione del Dna, una modificazione epigenetica che ha lo scopo di proteggere il genoma dai microbi. E che può essere influenzata proprio da abitudini alimentari, stress, sigarette e inquinamento. Fin da quando il piccolo era ancora nella pancia della mamma.
Se poi le mamme bevono in gravidanza, trasmettono al proprio figlio il gusto dell'alcol. L'esposizione precoce agli alcolici, infatti, riduce la sensibilità del bambino al gusto amaro tipico di una bevanda alcolica, e questo rende gli alcolici bevande appetibili da adulti.
Almeno questo è quanto emerso da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della New York Upstate Medical University e pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.
I risultati dello studio potrebbero spiegare l'associazione, riscontrata in diverse ricerche precedenti, tra esposizione all'alcol nel grembo materno e maggiori probabilità di sviluppare una dipendenza da adulti.
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