Gravidanza Web.it

Prima e durante la gravidanza
Gravidanza Web.it
Rimani aggiornata con la NewsLetter
Email:
Iscriviti  Cancellati 
Gravidanza Web.it Cerca Gravidanza Web.it
Google
Web Trova nel sito
Gravidanza Web.it Solidarietà Gravidanza Web.it

Dai il tuo 5x1000 ad ActionAid


Aiuta un bambino, regalagli un sorriso
Aiuta un bambino, regalagli un sorriso

Adotta un bambino a distanza
Adotta un bambino a distanza

Citomegalovirus in gravidanza, parte la sperimentazione in Abruzzo.

Presso la Sala Riunioni della Direzione Generale dell’Azienda Usl di Pescara è stato presentato questa mattina il "Progetto Obiettivo per un percorso regionale sulla diagnosi precoce e la terapia dell’infezione da Citomegalovirus in gravidanza". Il Progetto nasce da una cooperazione tra l’azienda USL di Pescara, Università dell’Aquila, Università di Chieti - Pescara; la Fondazione Onlus Camillo De Lellis e sostenuto dalla Regione Abruzzo.

Finalità dello studio è l’individuazione di un percorso diagnostico-terapeutico regionale per prevenire i gravi danni causati dal Citomegalovirus nel feto, quindi per ridurre il numero di bambini con gravi handicap, per valutare l’efficacia protettiva delle immunoglobuline nella prevenzione dei danni fetali dell’infezione primaria da Citomegalovirus in gravidanza, che è la più frequente e pericolosa tra le infezioni materno-fetali.

"Le gestanti - ha detto il Direttore Generale ASL Claudio D’Amario - potranno accedere presso il nostro Ospedale, per una cura innovativa con immunoglobuline per prevenire i danni spesso conseguenti all’infezione. Danni che possono provocare gravi malformazioni o handicap permanenti. Questo progetto che stiamo mettendo in atto è all’avanguardia unico attualmente in Italia ed è totalmente gratuito".

In Italia circa l’1% dei nati presenta infezione congenita da CMV. Nel 12% dei casi di infezione possono verificarsi gravi patologie al feto (microcefalia, displasia o atrofia cerebrale, disturbi della vista e dell’udito fino al mutismo, epatite, polmonite, prematurità....) "La sperimentazione abruzzese mira a riaccendere i riflettori su un problema così importante - ha affermato il professor Giovanni Nigro, Direttore della Clinica Pediatrica dell’Università dell’Aquila - e vuole offrire la possibilità a tutte le donne con una gravidanza a rischio da CMV di verificare gratuitamente l’effettiva sussistenza dell’infezione, e in caso positivo, di testare l’efficacia delle immunoglobuline, allontanando l’ipotesi dell’aborto".

Il progetto prevede 4 fasi: "In primo luogo l’accertamento della presenza del CMV nelle gestanti - ha spiegato il responsabile del progetto dottor Giustino Parruti - mediante un semplice esame di sangue. Verificata l’eventuale infezione si provvederà all'assegnazione di un Protocollo di cura per la singola gestante, valutate le eventuali complicanze sul feto, mediante ecografia e risonanza magnetica nucleare fetale. Di norma - ha aggiunto il dottor Parruti -, la somministrazione delle immunoglobuline sarà effettuata ogni 15-20 giorni. Infine si procederà con l’analisi dei risultati e la loro diffusione, dopo osservazione dei nuovi nati per un anno".
Fonte: Pagine Abruzzo

Torna alle notizie
 
 
 
Aggiungi Gravidanza Web.it ai preferiti | Disclaimer | Gravidanza Web.it