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Così la bambina è morta in sala parto.

E’ iniziato ieri il procedimento a carico di Ilaria Pezzani, 39 anni di Feltre, e Mara Tommasini, 48 anni di Lamon, rispettivamente medico e ostetrica del reparto di ginecologia dell’ospedale di Feltre, accusate di omicidio colposo per la morte di una neonata. Non avrebbero, secondo l’accusa, riconosciuto tempestivamente la sofferenza fetale durante il parto. Nonostante la gravidanza regolare della madre, durante il parto vi fu un imprevisto: l’asfissia che tolse a lungo l’ossigenazione al cervello. La piccola, M.B., dopo la terapia d’emergenza, fu trasferita d’urgenza all’ospedale di Camposampiero.

Lì rimase ricoverata per 5 giorni. Poi morì. La procura all’epoca aprì un’inchiesta incaricando un professionista di effettuare una consulenza che ravvisò presunte responsabilità a carico delle due professioniste del Santa Maria del Prato di Feltre. Il fatto, piuttosto eclatante, tanto da costringere la stessa Usl 2 a emanare un comunicato a difesa dell’operato dei sanitari del Santa Maria del Prato, avvenne a fine febbraio 2006. La mamma della piccola, costituitasi col marito parte civile, ha depositato ieri davanti al giudice Antonella Coniglio. Con la voce rotta dall'emozione, ha ricordato quel tragico 23 febbraio 2006, quando «alle 5.30 di mattina ho avuto le prime contrazioni. Avrei dovuto partorire quindici giorni dopo, ma alle 8.30 mi ritrovavo in ospedale a Feltre per un controllo. Dopo la visita mi mandarono a casa». Ma le contrazioni, quel giorno continuavano a farsi sentire, «così verso l'una del pomeriggio mi hanno visitato un'altra volta. I monitoraggi erano continui.

Nella stanza dove mi avevano lasciato c'era sempre un'infermiera che mi insegnava a respirare e mio marito che non mi ha lasciato un attimo». Poco prima di mezzanotte la situazione era tale che il personale medico ha rotto le acque alla signora e, «dopo pochi minuti è nata la bambina», ha spiegato il marito, che è stato sentito ieri dopo la moglie. «L'ostetrica ha subito tagliato il cordone, ma non un gemito, non un rumore della piccola», ha spiegato il papà ancora commosso dopo quattro anni, la voce rotta. «Mia moglie si stava agitando, ho cercato di tranquillizzarla, sentivo che la dottoressa e l'ostetrica parlavano di cercare di rianimare la bambina. Poi mihanno detto che dovevano trasferirla all'ospedale di Camposanpiero, nel Padovano. Era rimasta senza respirare per due, tre minuti. A Padova poi mi dissero che era stato per ben di più, a causa di un nodo al cordone ombelicale ». Il centro padovano è il più attrezzato per la patologia neonatale in regione. La procura, all’epoca, aprì un’inchiesta per capire se vi fossero state negligenze da parte del personale sanitario. Furono sequestrate le cartelle cliniche e fu conferito l’incarico ad un consulente per analizzarle. Il 25 giugno verranno sentite le imputate.
Fonte: Corriere

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