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Gravidanza: va tutto bene? Un aiuto da Telefono RossoTecnicamente si tratta di un “servizio medico di informazione sui fattori di rischio riproduttivo”. Più semplicemente è un numero di telefono al quale rispondono medici altamente qualificati per fornire alle donne in gravidanza (ma anche ai papà, a nonni, fratelli e parenti tutti, o ad altri medici) una consulenza specialistica capace di chiarire quei dubbi e quelle paure che soprattutto nei primi mesi di gravidanza insorgono continuamente, soprattutto nei genitori sempre alle prese con l’umano timore di possibili complicanze o addirittura di malformazioni del proprio figlio. Un servizio completamente gratuito e altamente specializzato che colma una lacuna che troppo a lungo è stata sottolineata e che invece la cronaca si incarica di riportare periodicamente alla ribalta.
Dal 2000 Telefono Rosso è parte integrante dell'Istituto di Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Dipartimento per la tutela della salute della donna e della vita nascente. I medici rispondono al numero 06.30.500.77 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 16: le consulenze telefoniche annue sono circa cinquemila. Il servizio al solo costo della sola telefonata effettua consulenze altamente specialistiche in fase preconcezionale, in gravidanza o durante l'allattamento a chiunque ne faccia richiesta. In particolare, fornisce informazioni circa i rischi materno-fetali in caso di assunzione di farmaci, esposizione a radiazioni ionizzanti, esposizioni professionali o infezioni e patologie materne. Una delle richieste più comuni riguarda la possibilità che un farmaco assunto nelle prime fasi della gravidanza produca una malformazione congenita, e in caso affermativo quale e con quale probabilità, ma inoltre fornisce consigli sulle terapie farmacologiche più opportune nelle varie fasi della gravidanza o in epoca preconfezionale, suggerendo anche eventuali approfondimenti diagnostici.
La valutazione del possibile rischio riproduttivo si avvale oltre che delle specifiche competenze degli operatori, anche di banche dati disponibili a livello internazionale, quali Teris e Reprotox, nonché della sistematica revisione della letteratura scientifica attraverso la consultazione in tempo reale delle pubblicazioni mediche più recenti (Medline). Inoltre, il Telefono Rosso è integrato nella rete dei Servizi omologhi (Teratology Information Services) europei (Entis) ed extraeuropei (Otis), con i quali esiste un rapporto continuo di scambi di informazioni, relative soprattutto alle problematiche che risultano più rare o nuove.
Naturalmente, qualora ci si trovasse di fronte ad una patologia del feto già riscontrata o data per possibile e dunque non fosse possibile verificare l’effettiva gravità del problema per via telefonica, vengono fornite tutte le indicazioni per sottoporsi agli esami necessari per verificare la reale gravità del problema. Non è un mistero che numerose donne alle quali era stata prospettata la possibilità o perfino la necessità di un aborto terapeutico abbiano trovato nei medici del Telefono Rosso le professionalità e l’umanità necessarie per valutare esattamente i termini del problema, valutando sulla base di dati scientifici sempre aggiornati e all’avanguardia l’effettiva gravità del problema: niente affatto rari i casi di feti indicati come colpiti da malformazioni e che invece risultavano del tutto sani, o con patologie curabili immediatamente, anche con tecniche di chirurgia prenatale.
Telefono Rosso è un servizio che ha una valenza sociale quanto mai alta, ma vive solamente grazie all’apporto volontario dei medici che lo compongono: nel corso di questi anni ha attraversato momenti di grave disagio, con difficoltà logistiche e operative, e solo un contributo della Regione Lazio a suo tempo scongiurò la chiusura del servizio. Servizio che continua ancora oggi, non però certo per merito delle istituzioni sanitarie pubbliche, finora insensibili di fronte all’indiscutibile valenza sociale che esso svolge.
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