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Il bello delle madri over 40.

Niente panico da inesperienza, sono adulte. Quindi più pratiche e sagge. Ma anche più ricche, ormai realizzate e contrattualmente forti, almeno rispetto agli zoppicanti esordi. Sono le mamme ultraquarantenni. Quelle che prima si concentrano sul lavoro, per avviare la carriera o uscire dal precariato, e solo poi - sempre che non sia troppo tardi - si concedono la prima gravidanza, spesso fermandosi al figlio unico per ragioni biologiche.

Negli ultimi dieci anni il loro numero è quasi raddoppiato. L’Italia guida la classifica, con il 5,6% di bambini nati da donne nel pieno degli "anta". E la percentuale - calcola l’Istat nel rapporto Natalità e fecondità del 2010 - sale al 6,2% se si escludono le mamme straniere. Donne che si sentono solo figlie, che temono di perdere la libertà, che privilegiano la carriera, che non trovano il potenziale padre perfetto dei loro figli. I motivi per ritardare la gravidanza sono molti. E il fenomeno riguarda gente comune e vip. La lista è lunghissima, da Monica Bellucci, neomamma della sua secondogenita a 45 anni suonati, a Licia Colò, classe 1962 e madre di una bambina di 5 anni avuta dal giovane compagno, da Nicole Kidman, Salma Hayek e Halle Berry fino a Heather Parisi, 50 anni tondi e due gemelli appena partoriti.

Gravidanze fuori tempo massimo, storcono il naso in molti. Ma è davvero così? Le madri giovani sono migliori? In America gli esperti dicono di no. Anzi. Chi ha figli tardi - emerge dalla ricerca di Elizabeth Gregory, direttrice del Programma di studi sulle donne dell’università di Houston e autrice del libro "Why Women Are Embracing the New Later Motherhood" - dispone di più tempo da trascorrere in famiglia e di più risorse da dedicare ai figli. Già, perché lo stipendio di chi è diventata madre a 20 anni - calcola Gregory - si è in media fermato a 40.000 dollari annui, mentre chi ha aspettato i 35-40 anni ne guadagna 70.000. Ma non è solo una questione economica. Chi rivaluta la maternità in età matura lo fa anche sulla base di elementi psicologici. Le quarantenni - è il pensiero che si fa strada all’estero - sono più esperte e meno ossessive delle "colleghe" giovani, hanno avuto tempo di realizzarsi sul lavoro e nelle amicizie. Il risultato? Sono madri migliori, perché non avevano un unico obiettivo e non si sono sacrificate come donne. E i figli ne trarranno giovamento.

«Diventare mamma a 40 anni non è un problema» osserva Letizia Maduli, direttore del centro di psicologia emotocognitiva per la famiglia «ma esaltarne i vantaggi non è realistico. Non esiste un’età migliore di un’altra. E poi non scordiamoci che le quarantenni di oggi sono in forma, attente a salute e alimentazione: fra loro e le quarantenni di 20 anni fa c’è un abisso». L’orologio biologico ormai non segna l’ultima ora scaduti gli "enta", ma ritardare troppo, avvertono gli esperti, è pericoloso. Oltre che inutile. «Se una donna aspetta di essersi realizzata prima di fare un figlio non lo farà mai» aggiunge Maduli «senza contare che non è vero che più si cresce più si controlla l’ansia. Anzi. La mia esperienza dice che chi aspetta i 40 anni rischia di essere più ossessiva, perché le sfide della vita le ha già vinte, o perse, e si concentra solo sul bambino. Che, tra l’altro, sa essere probabilmente l’unico che avrà».

«Figli e genitori devono crescere insieme» spiega Paolo Sarti, pediatra e autore di libri sul tema, fra cui "Neonati maleducati" «per i bambini è fondamentale avere una madre giovane, che fa progetti, costruisce casa, cresce sul lavoro. Deve vedere l’esperienza di vita dei suoi genitori. Una mamma arrivata non fa bene al suo sviluppo. E non sottovalutiamo i nonni, a questo punto troppo vecchi». Nessun buon motivo per ritardare la gravidanza? «Il fenomeno è in aumento, ma da qui a giustificarlo ce ne corre. Fare figli tardi è un errore biologico e sociale, il risultato di un’epoca individualista che ha cancellato il concetto del passaggio del testimone».
Fonte: Secolo XIX

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