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Mamma lavoratrice, figli meno 'sani'.

Lavorano, si fanno in quattro per far incastrare miracolosamente l’organizzazione famigliare, sono stremate. pare che non basti: uno studio prova pure a riacutizzare il diffuso senso di colpa appena sopito. Una ricerca inglese condotta su 12.500 bambini di cinque anni gira il coltello nella piaga, affermando che i figli delle lavoratrici hanno uno stile di vita meno sano rispetto a quelli con la mamma casalinga. In particolare i piccoli di questa fascia d’età tenderebbero a mangiare più porcherie e a muoversi di meno rispetto ai coetanei con madre al seguito.

LO STUDIO - Lo studio dell’Institute of Child Health – pubblicato sul Journal of Epidemiology and Child Health – ha analizzato le ore di lavoro delle mamme, insieme alla dieta e all’esercizio fisico dei loro bambini. E i risultati non sono incoraggianti per le donne che scelgono di (o semplicemente devono) rientrare al lavoro dopo una maternità: i piccoli con la mamma lavoratrice, anche part-time, tendono a bere più bevande zuccherate tra un pasto e l’altro, a stare davanti alla tv o al computer per più tempo (oltre due ore), e ad essere accompagnati all’asilo in auto invece che a piedi. Insomma, apparentemente una débacle per l’orgoglio di chi, mamma e lavoratrice, compie sforzi titanici in entrambi i ruoli.

LE CONCLUSIONI - Per fortuna, sono gli stessi ricercatori inglesi a gettare un’ancora di salvezza: «Il poco tempo a disposizione può limitare la capacità dei genitori di procurare ai figli alimenti sani e opportunità di esercizio fisico – commenta la professoressa Catherine Law, a capo del team – Tuttavia i nostri risultati non implicano che le madri non dovrebbero lavorare; piuttosto, sottolineano il bisogno di politiche e programmi per sostenere i genitori». Le donne ringraziano e tirano un sospiro di sollievo, mentre già stanno a fantasticare: congedi di maternità (e paternità) più lunghi e garantiti; tanti asili nido; menù curati alle materne; fino a concepire città più vivibili in cui rendere semplici ed ecologici gli spostamenti.

L’ITALIA - In quanto alle mamme lavoratrici italiane, se nel frattempo possono magari sperare nel benefico influsso della dieta mediterranea, devono però vedersela con la limitatezza delle politiche sociali: nove bambini su dieci, secondo recenti dati del centro studi Ires-Cgil, non riescono a conquistare un posto negli asili nido. E alla fine ci si deve arrangiare tra nonni, parenti e babysitter.
Fonte: Corriere della Sera

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