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Neonato muore durante il parto: Un parto cesareo lo avrebbe salvato.Morire di parto, nel 2009. E’ successo nel reparto di Ostetricia dell’ospedale di Piove di Sacco, e ora per quella morte assurda, tre medici rischiano il processo con l’accusa di concorso in omicidio colposo: il responsabile del reparto di ostetricia e i due medici di guardia quella notte, per tutti il sostituto procuratore Orietta Canova ha chiesto il rinvio a giudizio.
Era il 21 maggio 2009 quando, accompagnata dal marito, una donna di 37 anni di Campolongo Maggiore, si presentava all’ospedale di Piove di Sacco per partorire. Un po’ di dolore, la futura mamma lo aveva messo in preventivo, ma nulla di più. Anche perché la sua gravidanza era andata tutto sommato bene. Unico neo, il diabete da gestazione, ma era bastato qualche controllo in più perché la donna portasse a termine senza problemi i 9 mesi di gravidanza.
Una volta entrata in sala parto però qualcosa è andato storto, e il bambino è morto soffocato durante il travaglio. Secondo quanto sostiene l’accusa, che si è basata pure su una perizia medico legale, i tre medici avrebbero dovuto far partorire la donna con un taglio cesareo, invece di praticare il parto naturale. Anche perché era già stata segnalata la difficoltà proprio perché la donna era diabetica e il piccolo più grande della norma.
Il bambino infatti (che pesava 4 chili e 700 grammi, ma era in ottima salute), proprio a causa della sua grandezza era rimasto incastrato nel collo dell’utero della mamma, fino a morire soffocato, nonostante l’intervento di un anestesista e i tentativi disperati di accelerare il parto. Epilogo tragico, sostiene la perizia, che si sarebbe potuto evitare se i medici avessero praticato un taglio cesareo.
A buttare poi un cono d’ombra sull’operato di chi era intervenuto quella notte, c’è anche una lettera del medico di base della donna che già un mese prima del parto avvertiva l’ospedale delle possibili complicanze e della delicatezza di quell’intervento. Ora sarà il gip a decidere se rinviare a giudizio i tre dottori o giudicarli direttamente con riti alternativi.
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