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Reflusso gastroesofageo in gravidanza, smentiti i luoghi comuni.I sintomi da malattia da reflusso gastroesofageo sono una realtà ben nota in gravidanza, ma non aumentano tra il primo e il terzo trimestre di gestazione, e il fattore di rischio maggiore per questa patologia in gravidanza è il sovrappeso. Lo afferma uno studio pubblicato dall’American Journal of Gastroenterology.
La malattia da reflusso gastroesofageo è un complesso di disturbi e complicazioni provocati dalla presenza di un reflusso anormale di acido dallo stomaco nell'esofago. Il fenomeno del reflusso, cioè la risalita di acido e succhi gastrici dallo stomaco (che è la sede normale di produzione) all'esofago (che di norma non deve contenerne) si verifica entro certi limiti anche in condizioni normali, senza produrre conseguenze. Quando tuttavia il reflusso diviene troppo frequente o quando il materiale risalito nell'esofago vi rimane troppo a lungo si possono manifestare sintomi e complicazioni (per esempio l'infiammazione dell'esofago, detta "esofagite") che portano alla diagnosi di malattia da reflusso gastroesofageo.
I ricercatori del Servicio de Aparato Digestivo dell’Hospital Clinico San Carlos di Madrid hanno preso in esame 263 donne incinte per tutta la gravidanza e per un anno intero dopo il parto. L’incidenza di malattia da reflusso gastroesofageo è risultata del 25,8 per cento nel primo trimestre di gravidanza, del 24,3 per cento nel secondo e del 25,5 per cento nel terzo. “Contrariamente a quanto è stato riportato in passato e ai luoghi comuni, non abbiamo osservato cambiamenti nell’incidenza della patologia col progredire della gravidanza”, spiega Enrique Rey, leader del team di ricercatori spagnoli.
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