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Vitamina E e rischio di difetti cardiaci nel neonato.

Di norma si sottolinea l'importanza di un corretto apporto di vitamine durante la gravidanza per assicurare sia alla mamma che al bambino la quantità necessaria per mantenersi in salute e favorire la crescita sana del feto. Una ricerca effettuata dall'Erasmus MC, University Medical Center, di Rotterdam invece va controtendenza suggerendo che un'assunzione di vitamina E durante la gravidanza espone il nascituro al rischio di difetti cardiaci.
Lo studio è stato condotto analizzando la dieta di 276 donne a cui sono nati bambini con problemi di cuore, e 324 madri i cui figli sono nati sani. Dalle analisi condotte è stato accertato che le madri dei bambini con difetti cardiaci hanno assunto una quantità maggiore di vitamina E che non le madri con bambini sani. In particolare, la media è stata di 13, 3 mg al giorno per le madri con figli sofferenti di disturbi cardiaci, rispetto ai 12, 6 mg delle madri con figli in buona salute. Ben 89 delle madri, cioè il 32%, tra quelle con i figli con problemi cardiaci ha assunto una media di 14,9 mg di vitamina E al giorno. I dati vanno considerati tenendo conto che, secondo le direttive dell'Unione Europea, la dose giornaliera raccomandata è di 20 mg al giorno.
Secondo lo studio che è stato pubblicato sul British Journal of Obstetrics and Gynaecology, il rischio è andato ripetendosi in particolare nelle donne che hanno assunto queste quantità di vitamina E nell'ultimo mese di gravidanza. Anche se non è ancora del tutto chiaro il meccanismo per cui s'innesca questo processo che porta alla formazione di difetti cardiaci nel nascituro, i ricercatori suggeriscono che sia necessario informare le donne in attesa di evitare i supplementi di vitamina E durante questo periodo e specialmente negli ultimi mesi prima del parto.
Precedenti ricerche, tuttavia, hanno suggerito l'importanza della vitamina E nel prevenire disturbi come la pre-eclampsia e l'aborto spontaneo.
Questa nuova ricerca però è partita seguendo uno studio eseguito nel 2006 che aveva suggerito come l'assunzione di vitamina E raddoppiasse il tasso di morti neonatali, scarso peso alla nascita e maggiori complicanze di salute.
Fonte: La Stampa

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