Nei nove mesi dell'attesa è d'obbligo smettere di fumare, non bere alcolici (è ammesso al massimo un bicchiere di vino a pasto) e non fare uso di droghe.
Sono infatti tutte abitudini che danneggiano in vario modo il feto.
Le radiografie andrebbero evitate per non generare inutili apprensioni, anche se il livello di radiazioni emesso dalle attuali apparecchiature è molto basso, e i rischi per il piccolo sono trascurabili.
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Durante la gravidanza è vietato prendere medicinali di propria iniziativa: qualsiasi farmaco, anche quelli di uso più comune, deve essere assunto soltanto dietro specifica indicazione e sotto controllo del medico.
Le donne che prendono medicinali per problemi cronici devono consultare preventivamente il medico quando desiderano avere un figlio.
Nessun problema per le cure dentarie e le relative anestesie locali.
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Per individuare in modo personalizzato il rischio che il feto sia interessato da un'anomalia cromosomica esistono esami ecografici e sanguigni (test combinato e triplo test) non invasivi assolutamente innocui per il nascituro.
In base al loro risultato, la gestante potrà decidere liberamente se eseguire o meno altri esami più invasivi, come il prelievo dei villi coriali e l'amniocentesi.
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Se vuole avere la certezza che il proprio bambino non sia affetto da patologie cromosomiche, la futura mamma ha la possibilità di effettuare due esami più dettagliati, ma più invasivi, di diagnosi prenatale, per raccogliere cellule di cui si analizzano poi i cromosomi.
Entrambi questi esami, vale a dire il prelievo dei villi coriali e l'amniocentesi, comportano la penetrazione di un sottile ago all'interno dell'utero, con conseguente rischio di aborto, sia pure minimo (fra lo 0,5 e l'1% dei casi).
È comunque sempre consigliabile informarsi preventivamente, per scegliere strutture sanitarie qualificate e operatori che vantano una lunga esperienza in merito a queste procedure.
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Tutte le gestanti devono eseguire un'ecografia morfologica nel secondo trimestre della gravidanza, fra la 19a e la 23a settimana, allo scopo di verificare la normalità degli organi del feto.
Questa ecografia è in grado di identificare oltre il 50% delle loro anomalie congenite, purché sia effettuata da operatori esperti con strumenti adeguati.
Con questa indagine si controlla anche l'andamento della crescita del nascituro e la quantità del liquido amniotico.
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Cresce sempre di più il numero delle malformazioni che possono essere curate efficacemente già prima della nascita o subito dopo, consentendo al bambino una vita normale.
Questi risultati sono il frutto di un lavoro d'équipe fra diverse figure mediche specialistiche, normalmente in uso nelle migliori strutture sanitarie.
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Subito dopo la nascita, i medici prelevano alcune gocce di sangue dal bambino per ricercare l'eventuale presenza di alcune malattie del metabolismo, e precisamente la fenilchetonuria, la fibrosi cistica e l'ipotiroidismo congenito.
Questo controllo precoce permette di intervenire immediatamente con le cure più opportune, evitando i gravi danni che queste patologie, non diagnosticabili durante la gravidanza, potrebbero provocare al piccolo.