Donare il sangue del cordone ombelicale


Perché è prezioso il sangue cordonale.
Il sangue del cordone ombelicale è fonte di cellule staminali emopoietiche, cellule immature capaci di differenziarsi e costituire i diversi elementi del sangue (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine). Il trapianto di cellule del sangue del cordone ombelicale è utile per i bambini e giovani adulti affetti da malattie, tumorali e non, del sangue. Il trapianto di cellule del sangue del cordone ombelicale è una valida alternativa al più noto trapianto di cellule del midollo osseo, rispetto al quale alcuni vantaggi sia per chi riceve il trapianto (minor rischio di rigetto del trapianto, pronta disponibilità delle cellule) che per chi lo dona (donazione indolore e non rischiosa).
La tecnica è piuttosto recente, ma in rapida espansione: il primo trapianto riuscito utilizzando cellule del sangue cordonale è avvenuto nel 1988, e da allora più di 2000 casi sono stati trattati con questa metodica.

Come fare per donare il sangue del cordone ombelicale.
Chiedete al medico che vi segue durante la gravidanza: saprà indicarvi se nell’ospedale in cui partorite viene eseguita la raccolta del sangue del cordone ombelicale e con che modalità. Di regola verso il termine della gravidanza si esegue un primo colloquio con un professionista che vi spiegherà le modalità di raccolta del cordone, vi farà alcune domande sulla vostra salute e vi chiederà di portare gli esami fatti nel corso della gravidanza per accertarsi che siate in buona salute e quindi idonee alla donazione. Potrà rispondere ad ogni vostro dubbio e, al termine del colloquio, vi consegnerà un modulo per la firma del consenso informato. Siete voi infatti che dovete decidere, una volta ottenute tutte le informazioni sulla donazione, se volete donare o meno. Potete comunque, anche al momento del parto, riconsiderare la vostra decisione senza che questo modifichi l’atteggiamento degli operatori nei vostri confronti.
I diversi ospedali possono avere diverse pratiche per la raccolta del campione: alcuni non eseguono la raccolta in caso di parto con taglio cesareo, molti non possono raccogliere il cordone nei giorni festivi o nel caso il parto avvenga di notte (è infatti necessario che il servizio trasfusionale sia operativo per poter procedere): informatevi presso il punto nascita dove avete pensato di partorire.

Donare il cordone può essere pericoloso per la madre o il neonato?
Il cordone ombelicale viene prelevato dopo il taglio del funicolo e prima dell’espulsione della placenta. Non è quindi doloroso per il bambino e neanche per la madre. Non sono descritti in letteratura effetti avversi sulla salute della madre e del neonato collegati alla pratica della donazione del cordone.
Alcuni punti nascita, per aumentare il volume di sangue cordonale utile per la donazione, praticano un clampaggio immediato del cordone, chiudono cioè e tagliano il cordone subito dopo la nascita, prima che cessi di pulsare. Altri, per ridurre il rischio di contaminazione del cordone, raccolgono il cordone solo quando la donna partorisce in posizione ginecologica. Informatevi presso il punto nascita dove avete pensato di partorire rispetto ai loro specifici comportamenti.

Chi userà il sangue del cordone ombelicale.
Le cellule contenute nel cordone ombelicale possono curare diverse malattie del sangue, tumorali e non, come l’anemia aplastica e la leucemia. A causa del volume ridotto di sangue contenuto nel cordone (di solito compreso fra 60 e 80 ml.) non è ancora possibile utilizzare il sangue del cordone per trapiantare adulti o ragazzi oltre 40Kg, per cui il sangue cordonale di solito viene utilizzato per la cura delle malattie del sangue nei bambini.

Una volta donato, il sangue del cordone viene analizzato per escludere che si sia infettato nelle fasi della raccolta o che sia insufficiente per un eventuale trapianto. Se tutto risulta in regola il sangue viene tipizzato; può essere di gruppo A, B oppure 0 e Rh positivo o negativo; anche le cellule staminali possono essere di diversi tipi. Si dice che si tipizza l’HLA del sangue cordonale. Dopo 6 mesi dalla donazione le donne che hanno donato il cordone vengono richiamate in ospedale per un colloquio, al fine di stabilire se si sono manifestate situazioni patologiche che possono controindicare la donazione del sangue cordonale e per eseguire un prelievo di sangue. Se non si evidenziano problemi per la donazione, i dati del cordone vengono immessi in una banca mondiale, che raccoglie oltre 80.000 donatori. Se un bambino ammalato di una delle patologie curabili con il trapianto di sangue cordonale risulta compatibile con l’HLA del sangue cordonale da voi donato, allora si procederà al trapianto. Si parla di donazione del sangue cordonale eterologa, cioè fatta per curare una persona diversa da quella che dona.

La donazione autologa, cioè fatta per curare eventualmente lo stesso donatore in caso si dovesse successivamente ammalare, non è una pratica di dimostrata efficacia e, quindi, non è raccomandata. In Italia non esistono banche per la raccolta del sangue cordonale a fini di trapianto autologo. In alcuni paesi, come gli Stati uniti, esistono banche private che si prestano alla conservazione di sangue cordonale ai fini di trapianto autologo, ma si tratta di iniziative commerciali che sfuggono al controllo istituzionale.

(fonte: www.saperidoc.it)