Incubatrice


L’incubatrice è un’apparecchiatura, detta anche termoculla, nella quale è accolto il neonato dopo la nascita per evitare ipotermia (abbassamento della sua temperatura) e per offrirgli un graduale adattamento all’ambiente extrauterino, soprattutto se nato prematuro o con sofferenza fetale. Essa è costituita da vari elementi: il piano d’appoggio, dotato di materassino antidecubito, sollevabile sia dalla parte della testa sia dei piedi per modificare se necessario la posizione del neonato; la cupola di plexiglas, che racchiude il neonato per isolarlo dall’ambiente esterno, provvista di oblò apribili su almeno tre lati per consentire un facile accesso per le manovre mediche ed infermieristiche; il carrello, sul quale appoggia la termoculla e che permette un facile eventuale spostamento del neonato nell’ambito del nido, o dei luoghi adiacenti. Inoltre l’incubatrice è provvista di dispositivi di controllo automatici, per segnalare variazioni di temperatura e umidità, regolabili secondo le necessità del neonato. L’aria passa attraverso dei filtri per ridurre gli inquinamenti ambientali (pulviscolo, germi…) e l’eventuale erogazione di ossigeno, umidificato e riscaldato per migliorarne la tollerabilità, è dosata con regolatori di flusso. L’Infant Warmer, utilizzata nelle divisioni di patologia neonatale in alternativa all’incubatrice, è invece composta di un piano d’appoggio riscaldato da un pannello radiante per mantenere una temperatura costante su tutta la superficie cutanea del neonato. Molto spesso anche il materassino, posto sul piano d’appoggio e sul quale è sdraiato il neonato è riscaldato.