Esami preconcezionali


Il manuale delle linee guida nazionali di riferimento prodotto dall’ASSR – Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali – in ambito di educazione sanitaria preconcezionale elenca i seguenti controlli a cui la coppia deve sottoporsi almeno tre mesi prima di programmare la gravidanza:

Visita ginecologica
Valutazione della pressione arteriosa.
Pap-test e tampone vaginale.

Consulenza preconcezionale
È associata alla visita ginecologica ed è estesa ad entrambi i partner. Prende in considerazione l’anamnesi, con accurata ricostruzione della storia ostetrica della donna (es. precedenti gravidanze, eventuali aborti spontanei ecc.) e della storia dello stato di salute dei futuri genitori, con relative informazioni sulle malattie famigliari.

Raccomandazioni
Deve essere effettuata una attenta valutazione relativamente a patologie come:

  • Diabete mellito
  • Epilessia
  • Ipertensione
  • Malattie della tiroide
  • Malattie cardiovascolari
  • Asma
  • Lupus eritematoso sistemico o altre malattie autoimmuni
  • Nevrosi ansiose, depressive e simili
  • Iperfenilalalinemia

Farmaci
Nel periodo preconcezionale, nell’ipotesi di una gravidanza iniziale, qualunque assunzione estemporanea di farmaci o l’eventuale prosecuzione di una terapia in atto, vanno attentamente valutati.

Esami del sangue – Raccomandazioni

  • Gruppo sanguigno con identificazione del fattore Rh, per entrambi i genitori.
  • Anticorpi irregolari antieritrocitari (Test di Coombs ed altri test di identificazione di anticorpi irregolari).
  • Virus rosolia anticorpi o rubeo test.
  • Toxoplasma anticorpi o toxotest. Se l’esito del test è negativo, la futura mamma deve considerarsi a rischio.
  • Treponema pallidum anticorpi o VDRL. Per entrambi i futuri genitori i rischi legati a tale patologia effettuando terapia mirata prima del concepimento tendono a scomparire.
  • Virus immunodeficienza acquisita (HIV 1-2) anticorpi. Per entrambi. Sapendolo in anticipo, si possono mettere in atto alcune misure (parto cesareo, terapia antiretrovirale, allattamento artificiale) per ridurre il rischio di trasmissione dalla mamma al feto.
  • Anticorpi anti CMV. Se l’esito del test è negativo, la futura mamma deve considerarsi a rischio
  • Emocromo. Solo per la donna. Nel caso la futura madre sia portatrice sana di malattie genetiche del sangue (Talassemia, soprattutto), il test è esteso anche al partner.
  • Elettroforesi dell’emoglobina
  • Mappa dei cromosomi solo per quelle coppie che, sulla base della visita preconcezionale, risultano a rischio di trasmissione di malattie cromosomiche.

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