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TESTIMONIANZE

In questa sezione sono raccolte le testimonianze sulla scarsa informazione in tema di protezione della gravidanza.


D.B.
Testimonianza del 02/02/2011

Giusy
Testimonianza del 07/02/2010

Francesca
Testimonianza del 01/02/2009

Amanda
Testimonianza del 21/04/2007

Simona
Testimonianza del 22/12/2005

Liviana
Testimonianza del 26/09/2005

Catia
Testimonianza del 05/07/2005

Marica
Testimonianza del 28/05/2005



Marica

Ecco la mia esperienza: la gravidanza, questa grande sconosciuta!! Dopo il test positivo, nonostante i miei 28 anni, mi sono sentita una ragazzina inesperta, ok, ero incinta, ma cosa dovevo fare? Ho telefonato alla ASL del mio distretto che mi ha consigliato di farmi certificare lo stato di gravidanza dal medico di base e poi andare da loro per compilare la carta dell'esenzione dal ticket che avrei usato per i successivi 9 mesi. Favoloso, era un primo passo, avevo l'esenzione ma chi mi doveva prescrivere gli esami?

PRIMO ERRORE: non mi sono rivolta subito ad un ginecologo.
SECONDO ERRORE: ho ascoltato e seguito i consigli inadeguati delle impiegate ASL: "adesso se vuole può parlare con una delle nostre ostetriche, non è necessaria la visita ginecologica".

Al colloquio con l'ostetrica mi sento dire che la gravidanza è un evento naturale e che se ha un decorso fisiologico non è necessario fare più di 3 visite con il ginecologo. Avrei potuto andare da lei ogni mese per un controllo; io le ho chiesto che differenza ci fosse tra lei ed un ginecologo e l'ostetrica mi ha risposto che lei aveva tutte le competenze necessarie per seguire una gravidanza fisiologica e per riscontrare i problemi che richiedono l'intervento di un ginecologo. Mi avrebbe prescritto lei di volta in volta le analisi necessarie e.... il tutto era assolutamente gratuito. Insomma, mi aveva detto proprio quello che volevo sentirmi dire: niente spese esorbitanti, niente visite imbarazzanti tutti i mesi, niente di cui preoccuparsi perchè stavo vivendo qualcosa di assolutamente naturale.

TERZO ERRORE: ritenere inutili le visite ginocologiche ed evitarle per togliersi dall'imbarazzo.
All'avvicinarsi del 3° mese avrei dovuto sottopormi alla prima visita sempre presso il consultorio ASL con il ginecologo di turno quel giorno; il Servizio Sanitario Nazionale però era al centro di una riforma perciò non si sapeva se per effetto dei "tagli alla spesa pubblica" avrebbero soppresso il servizio gratuito fornito dai ginecologi oppure no. La mia ostetrica mi chiese se volevo scegliermi un dottore privatamente oppure se preferivo restare con loro in attesa degli sviluppi della riforma sanitaria.

Se aspettando potevo avere gratuitamente quello che in privato avrei pagato centinaia di euro, perchè non aspettare?
QUARTO ERRORE: pensare ai soldi!

Alla fine si è deciso di sopprimere alcuni servizi mirati alla prevenzione ma di mantenere i ginecologi al consultorio e così sono rimasta in cura presso la ASL per tutta la durata della gravidanza, quindi: incontri mensili con l'ostetrica che mi misurava il peso e la pressione e ascoltava il battito fetale, poi misurava con un metro da sarta la distanza sinfisi- fondo utero (boh..sarà stato affidabile?!)

Quando ero di 6 mesi e mezzo ho avuto delle perdite di sangue e sono corsa in ospedale. Lì mi hanno detto che mi dovevano ricoverare ma che era solo una precauzione: in caso di perdite ematiche il ricovero era immediato.

Mi hanno fatto indagini di ogni genere e mi hanno dimessa dicendo:"signora, non abbiamo capito davvero da dove sia venuto questo sangue, il collo dell'utero è perfettamente chiuso e conservato quindi le ipotesi sono due: o una banale rottura di un capillare del collo uterino oppure un più serio piccolissimo distacco placentare che comunque non siamo riusciti ad individuare ecograficamente, perciò è talmente piccolo da non destare problemi. Resti a riposo per 10 giorni e poi torni per un controllo" Al controllo mi hanno detto che era tutto ok e mi hanno chiesto da quale ginecologo fossi in cura. Io ho chiarito che non ero vista da nessun ginecologo ma solo dall'ostetrica del consultorio ASL e loro non hanno replicato nulla, hanno solo scritto "si rimanda la paziente al consultorio ASL".

Dopo una settimana ho fatto l'eco di accrescimento (l'ultima prevista in caso di gravidanza fisiologica). La dottoressa si è lasciata scappare dei commenti sulle dimensioni del mio bimbo, sembrava un po' piccolo, secondo le previsioni a fine gravidanza avrebbe superato a malapena i 2,5 kg. Quando ho chiesto se queste dimensioni erano motivo di preoccupazione, mi sono sentita rispondere "Signora, ho detto che è piccolo ma è comunque nella norma, probabilmente non sarà mai un giocatore di basket!" Questa battuta mi suona ancora nelle orecchie e, alla luce di quanto è accaduto, mi brucia da morire!

Dopo quell'ecografia ho avuto solo due altri colloqui con l'ostetrica e poi, un bruttissimo giorno, alla 39a settimana di gravidanza, mi sono accorta che il mio Davide non si muoveva più. Sono andata in ospedale è lì mi hanno confermato la sua morte dicendomi: "A volte succede, sono casi rari ma a volte succede!" Pensate che la parola "succede" possa bastare a consolare una donna che ha perso suo figlio?

Oggi sono passati 10 mesi e sto ancora facendo un sacco di analisi (ed altrettante ne hanno fatte sul corpo del mio piccolino)... le ipotesi avanzate sono queste:

1. un probabile piccolo distacco placentare
2. un problema legato alla densità del sangue e quindi alla possibile formazione di trombi
3. una forma di SIDS (infatti la morte inaspettata del lattante può sopraggiungere anche prima della nascita).

La terza ipotesi è comunque la meno probabile. Ora si sta facendo strada anche una quarta ipotesi: un problema del mio sistema immunitario (potrei avere alcuni anticorpi "impazziti").

Escludendo la SIDS, sulla quale sono in corso ancora oggi studi e ricerche e della quale non si conoscono le reali cause, gli altri tre problemi si sarebbero potuti evidenziare con esami non invasivi come le ecografie di secondo e terzo livello, le flussimetrie e le analisi del sangue.

Insomma, anche se il condizionale è doveroso, con qualche attenzione in più, mio figlio oggi potrebbe essere qui con me! Le mie domande sono queste:
Come si può definire "fisiologica" la prima gravidanza di una donna se non si hanno altre gravidanze da comparare? La mia prossima gravidanza sarà considerata "a rischio" fin dal concepimento, eppure io sto benissimo e non sono state accertate le cause della morte di Davide, io sono ancora la stessa della scorsa gravidanza!! Allora perchè non è stata considerata potenzialmente a rischio anche quella?

Con un episodio di perdite ematiche perchè non mi sono stati proposti ulteriori esami, magari a pagamento?

Dopo un ricovero ospedaliero come hanno potuto al consultorio ASL continuare a considerare la mia gravidanza "fisiologica"? Cosa c'è di fisiologico nelle perdite ematiche?!

Perchè nessuno ha ritenuto importante consigliarmi di mettermi in cura da un ginecologo "fisso"?

Se è vero che "succede", perchè dopo il settimo mese le gestanti non vengono visitate più approfonditamente e più spesso? Perchè ho dovuto perdere un figlio per scoprire l'esistenza di esami che gli avrebbero potuto salvare la vita?

Con questa testimonianza non voglio allarmare nessuno ma, nello spirito di questo sito, desidero invogliare più coppie possibili ad INFORMARSI e a non fare come me, a non assorbire passivamente tutto quello che viene loro proposto. Io ho pagato un prezzo troppo caro per i miei errori e per la mia ignoranza.
(Marica)



 
 
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