Gravidanza Web.it
Prima e durante la gravidanza
Menù Principale
Chi Siamo
Prepararsi alla gravidanza
Decalogo della gravidanza
In gravidanza
Complicazioni
Links
E-mail
Testimonianze
Esenzione ticket
Tutela maternità
Mappa
Glossario
Faq
Libro ospiti
Strumenti
Libri gravidanza
Prodotti
News
Rimani aggiornata con la NewsLetter
Email:
Iscriviti
Cancellati
Cerca
Web
Trova nel sito
Solidarietà
Dai il tuo 5x1000 ad ActionAid
Aiuta un bambino, regalagli un sorriso
Adotta un bambino a distanza
TESTIMONIANZE
In questa sezione sono raccolte le testimonianze sulla scarsa informazione in tema di protezione della gravidanza.
D.B.
Testimonianza del 02/02/2011
Giusy
Testimonianza del 07/02/2010
Francesca
Testimonianza del 01/02/2009
Amanda
Testimonianza del 21/04/2007
Simona
Testimonianza del 22/12/2005
Liviana
Testimonianza del 26/09/2005
Catia
Testimonianza del 05/07/2005
Marica
Testimonianza del 28/05/2005
Francesca
Mi chiamo Francesca, ho 29 anni e sono in attesa del mio terzo figlio.
Ho letto con profonda tristezza quanto accaduto alle ragazze che già hanno condiviso la loro esperienza sul sito.
Io non so immaginare come ci si possa sentire perdendo un figlio a poco tempo dalla nascita, anche se io stessa ho perso il mio primo bambino nei primi mesi della gravidanza.
Ho avuto anche io un'esperienza poco positiva con il servizio ASL del mio territorio, ma fortunatamente non è stata tragica.
Dopo aver perso Angelo, sono rimasta incinta di Mattia, ero sicura che questa volta sarebbe andato tutto bene e nonostante le continue contrazioni che hanno sempre fatto parte delle mie gravidanze, Mattia cresceva e stava bene. Fino al momento della morfologica.
Quella mattina mi recai con mio marito al consultorio della ginecologa che mi seguiva per effettuare questa bellissima ecografia.
Durante l'esame ho notato un cambiamento nel volto della dottoressa che improvvisamente smise di dire ciò che vedeva e passava continuamente la sonda sull'addome di Mattia nella parte che interessava i reni.
Ho capito subito che c'era qualcosa che non andava e chiedevo insistentemente che mi dicesse cosa, ma lei non rispondeva.
Terminato l'esame mi fece sedere su una sedia e mi disse che dovevo stare tranquilla e ascoltarla attentamente. Io già piangevo...
"Signora devo dirle che quasi sicuramente suo figlio è affetto da trisonomia 21 ovvero sindrome di down".
In quel momento non ho saputo cosa dire, ero pietrificata perché nonostante avessi preso in considerazione questa eventualità, non me l'aspettavo.
A quel punto mio marito intervenne e chiese da cosa lei evidenziasse questo problema e lei rispose che Mattia aveva una malformazione ai bacinetti renali e questo tipo di anomalia era tipica dei bambini down.
Ci propose quindi di fare l'amniocentesi dopo le 16 settimane che si può fare in casi simili.
Io mi rifiutai subito di prendere in considerazione questa ipotesi, sapendo che avrei corso un rischio ben peggiore dell'avere un figlio down, ma lei continuava ad insistere…non cedetti nonostante la dottoressa continuasse ad aggiungere fattori di evidente possibilità che la sua diagnosi fosse esatta, come tra gli altri, il mio eccessivo aumento di peso dall'ultimo controllo.
Tornammo a casa increduli e tristi. Non sapevamo cosa fare. Come verificare se l'ipotesi fosse esatta o no?
A quel punto ricevemmo una telefonata da un nostro amico che, saputo l'accaduto, ci consigliò un medico, primario in quel momento del reparto di ostetricia dell'ospedale, il quale scoprii poi nel vederlo, fu quel gentile dottore che quando persi Angelo venne da me e carezzandomi la testa mi consolò con parole buone e gentili.
Lo chiamammo e lui ci diede subito appuntamento in ospedale. Mi visitò, mi fece un'altra ecografia e alla fine mi disse: "Mi dispiace per quello che ti hanno detto, io non credo che sia vero. L'anomalia che la dottoressa ha riscontrato è un sintomo secondario che presentano i bambini down, prima di soffermarsi su questo ci sono tante altre cose da verificare, come per esempio la grandezza del cranio, la lunghezza degli arti e la grandezza del cuore. Nel downismo tutti questi hanno dimensioni ridotte. Però tuo figlio ha un problema che noi dobbiamo tenere monitorato, perciò sarai inserita nelle gravidanze a rischio dell'ospedale, da ora in poi verrai qui per ogni controllo.
A quel punto mi risollevai anche se non vi era certezza che Mattia nascesse "sano", però c'era speranza!
La malformazione ai Reni di Mattia aumentava ad ogni controllo ecografico, per cui decisero di farlo nascere al compimento del settimo mese, perché poteva diventare rischioso tenerlo in pancia oltre tempo. Allora mi ricoverarono per tre giorni per farmi punture di cortisone e accelerare così la maturazione polmonare di Mattia.
All'ecografia decisiva, che avrebbe confermato il parto per taglio cesareo, la malformazione si era stabilizzata. Vollero rivedermi una settimana dopo e ancora era stabile, così decisero di aspettare e di tenermi in monitoraggio ecografico, intervenendo al primo cambiamento.
Mattia è nato il 25 luglio 2001 con parto naturale a termine, io avevo 21 anni, ero felice e lui era perfettamente sano. Oggi ha 7 anni e mezzo e continua a portarsi dietro la sua malformazione congenita ai reni che teniamo costantemente sotto controllo, ma è un bimbo felice e pieno di vita.
Non smetterò mai di ringraziare quel dottore che ha dato speranza alla nostra famiglia e che ci ha preparato ad affrontare qualsiasi tipo di situazione ci fossimo trovati davanti al momento della nascita.
(Francesca)
 
 
Aggiungi Gravidanza Web.it ai preferiti |
Disclaimer |
Gravidanza Web.it