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TESTIMONIANZE
In questa sezione sono raccolte le testimonianze sulla scarsa informazione in tema di protezione della gravidanza.
D.B.
Testimonianza del 02/02/2011
Giusy
Testimonianza del 07/02/2010
Francesca
Testimonianza del 01/02/2009
Amanda
Testimonianza del 21/04/2007
Simona
Testimonianza del 22/12/2005
Liviana
Testimonianza del 26/09/2005
Catia
Testimonianza del 05/07/2005
Marica
Testimonianza del 28/05/2005
Giusy
Salve a tutte, mi chiamo Giusy e ho 32 anni. Anche io ho perso un figlio sei anni fa.
Dal primo giorno che ho saputo di essere incinta ho sentito subito dentro di me una forte sensazione che qualcosa non sarebbe andata bene (avevo già una bimba di 5 anni), comunque tutti i controlli e le analisi che andavo facendo erano a posto.
Poi al 5 mese avevamo saputo che era un bel maschietto, eravamo felici e non vedevamo l'ora che nascesse e mia figlia che tanto aveva pregato per avere una sorellina o un fratellino era al settimo cielo e immersa nei preparativi con me.
Io però continuavo ad avere quella brutta sensazione che qualcosa non andava e continuavo a dirlo a mio marito e a mia madre, che mi rispondevano che dai controlli era tutto a posto e che dovevo stare tranquilla. I primi di gennaio del 2004 vado al controllo (ecografia e analisi) e il mio ginecologo mi dice che è tutto a posto ma io gli espongo la sensazione che avvertivo dal primo giorno di quella gravidanza e che adesso si era trasformata in vera angoscia. Lui mi risponde che era normale e che tutte hanno queste paure, io risposi che non era cosi ma che ero sicura che qualcosa non andava e chiesi che mi facesse il cesareo (ero alla 31 settimana) e che mi sarei presa io tutte le responsabilità (il piccolo sarebbe dovuto andare in incubatrice) ma almeno sarebbe stato al sicuro. Lui mi dice che non possono fare un cesareo solo per una sensazione della madre e di stare tranquilla. La mia risposta fu che non sarei andata via da lì e che volevo fare tutti gli accertamenti possibili. Cosi mi ricovera (visto che oltre ad essere il mio ginecologo era un amico di famigia) e inizia insieme ad altri tre colleghi a ripetere tutte le analisi,tracciati e addirittura di nuovo la morfologica, i risultati erano tutti a posto e cosi mi dimisero, nonostante io continuavo a implorare tutti e quattro i medici di credermi e di farmi il cesareo, ma niente.
Andai a casa piangendo e arrabbiata: sentivo che il mio bimbo era in pericolo e non sapevo più che fare. Dieci giorni dopo non sento più i movimenti del mio bimbo, mi precipito in ospedale e con l'ecografia videro che non c'era più battito, anche se non capivano cosa fosse successo. Decisero di farlo nascere con il cesareo, perchè viste le mie condizioni psicologiche non avrei potuto affrontare un parto naturale (ero sedata di continuo visto i miei attacchi di nervosismo). L'indomani, 20 gennaio 2004, nasce il mio piccolo Gabriele, un bimbo meraviglioso davvero bello, con le labbra come ciliegie. I medici constatarono che era morto per un vero nodo di funicolo intorno al piedino. Mi spiegano che non si poteva prevenire e io penso che probabilmente avevano ragione...
Se qualcuno mi avesse ascoltato il mio Gabriele sarebbe qui, ma nessuno ha saputo credere a quella mia sensazione, rivelatosi purtroppo vera.
Una parte del mio cuore è morta per sempre con il mio piccolo. In seguito sono stata in cura da uno psicologo per depressione e attacchi di panico. Mi avevano detto che dovevo aspettare un anno prima di riprovare ad avere un'altra gravidanza per via del cesareo, ma io la volevo subito e dopo quattro mesi rimasi in cinta. Il mio ginecologo mi disse che ero stata testarda e che purtroppo rischiavo ogni giorno e fino alla fine della gravidanza che l'utero si rompesse. Non ero per niente spaventata, passai la gravidanza a letto prima per minacce di aborto e poi per minacce di parto pretermine e infatti alla 36 settimana mentre facevo il controllo in ospedale videro che si stava rompendo l'utero e quindi mi fecero il cesareo di urgenza. L'8 gennaio 2005 nasce Daniele (a meno di un anno dal suo fratellino). Nessuno puo sostituire Gabriele;sono passati sei anni e la ferita è sempre aperta, ma credo che se non avessi avuto Daniele, non sarei riuscita ad andare avanti, lui mi ha salvata, anche se una parte di me non ci sarà mai più. Il dolore nel tempo si attenua ma non passa, ancora oggi soffro di attacchi di panico e il dolore e soprattutto la rabbia so che non passeranno mai e conviveranno per sempre con me.
Con questa mia testimonianza voglio dire a tutte le mamme di seguire sempre l'istinto materno, in qualsiasi cosa, perchè l'amore di una mamma sa sempre la cosa giusta qual'è. Gabriele, amore della mia vita, la mamma ti manda un bacio grande grande.
(Giusy)
 
 
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